Le competenze digitali e la capacità di leggere i cambiamenti del mercato rendono oggi i professionisti un punto di riferimento per l’innovazione delle imprese. Il loro contributo diventa ancora più incisivo quando operano all’interno dell’azienda, anche per periodi limitati, offrendo un supporto che per molte piccole realtà sarebbe altrimenti fuori portata.
Confprofessioni, nella memoria inviata alla Camera durante l’esame della proposta di legge sulle agevolazioni fiscali per l’assunzione di dirigenti temporanei, sottolinea come i liberi professionisti rappresentino un elemento decisivo nei processi di trasformazione aziendale. Il loro apporto non riguarda solo le competenze tecniche legate alla sostenibilità, ma si estende alla gestione normativa, amministrativa e organizzativa della doppia transizione, includendo la ricerca di finanziamenti e l’accompagnamento nei percorsi di internazionalizzazione.
Per la Confederazione, un professionista dotato di strumenti digitali adeguati può diventare un vero partner strategico, capace di affiancare l’impresa nelle scelte operative e nei progetti di sviluppo. Un valore aggiunto che si amplifica quando l’inserimento avviene direttamente in azienda, anche in modalità temporanea. «L’ingresso di un professionista consente alle PMI di accedere a competenze avanzate che, senza un sostegno mirato, risulterebbero difficili da sostenere», evidenzia Confprofessioni.
Commercialisti in prima linea, ma la platea va ampliata
Riguardo all’articolo 3 della proposta di legge, la Confederazione individua nei commercialisti una delle categorie più preparate per ricoprire il ruolo di temporary manager. In realtà caratterizzate da scarsa managerializzazione, la loro formazione multidisciplinare, unita a deontologia e aggiornamento costante, li rende figure capaci di garantire trasparenza e gestione efficace nei processi di riorganizzazione aziendale.
Confprofessioni chiede tuttavia di estendere l’accesso alle agevolazioni anche ad altre professioni ordinistiche: avvocati, consulenti del lavoro, ingegneri e architetti possono offrire contributi determinanti in ambiti come governance familiare, operazioni straordinarie, appalti e progetti tecnici complessi.
La Confederazione valuta positivamente anche i requisiti previsti per l’accesso al ruolo (laurea magistrale in scienze economico‑aziendali, massimo 35 anni ed esperienza triennale), ritenendoli coerenti con l’obiettivo di garantire figure qualificate e pienamente formate.
Credito d’imposta: la soluzione più efficiente
Sul piano fiscale, Confprofessioni conferma la propria posizione: la consulenza professionale va incentivata attraverso strumenti di premialità fiscale rivolti alle imprese che decidono di utilizzarla. Tra le opzioni, il credito d’imposta viene indicato come la misura più efficace, grazie alla sua rapidità, flessibilità e capacità di ridurre gli oneri amministrativi, consentendo allo stesso tempo un monitoraggio puntuale della spesa pubblica.
La Confederazione esprime inoltre un giudizio favorevole sull’utilizzo dell’EBITDA come parametro di accesso alle agevolazioni, pur suggerendo una maggiore elasticità per micro e piccole imprese, così da tenere conto delle specificità del tessuto produttivo nazionale.
Formazione continua, tassello essenziale per la doppia transizione
Confprofessioni richiama infine l’attenzione sulla necessità di investire nella formazione. La doppia transizione digitale ed ecologica, afferma la Confederazione, richiede nuovi profili professionali e l’aggiornamento costante di quelli esistenti, dotandoli di competenze tecniche avanzate e capacità trasversali adeguate alle nuove esigenze del mercato.
In quest’ottica, la formazione continua diventa un elemento strategico. La proposta è quella di incentivare percorsi di upskilling e sviluppo delle soft skills, anche attraverso modelli trainer of trainers realizzabili direttamente dalle associazioni professionali e dalle rappresentanze delle imprese.

