L’Osservatorio di Confprofessioni ha elaborato i dati Adepp per analizzare l’andamento del divario reddituale di genere nelle libere professioni, restituendo un quadro che rimane critico. In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro continua a essere tra le più basse d’Europa e i tassi di occupazione delle donne restano sensibilmente inferiori alla media UE. Anche sul fronte dei redditi, il gender pay gap si conferma un indicatore decisivo della distanza ancora da colmare.
Dieci anni di dati: il divario si amplia
L’analisi mostra che, nell’arco di dieci anni, l’Indice di Parità Reddituale nelle Professioni (IPRP) è sceso dal 59,8% del 2014 al 53,7% del 2024. Il divario ha toccato il suo punto più basso nel 2023, quando le professioniste hanno guadagnato in media appena il 53,3% dei colleghi uomini. Il 2024 registra un lieve miglioramento, ma la distanza resta ampia e strutturale.
Il fattore età: bene le under 30, crollo a metà carriera
Il gap varia in modo significativo anche in base all’età. Le professioniste under 30 sono quelle più vicine alla parità, con un reddito pari al 74,2% di quello maschile, un segnale che suggerisce un ingresso nel mercato del lavoro più equilibrato rispetto al passato. La forbice si amplia però con l’avanzare della carriera: nella fascia 41–50 anni, quella in cui si concentrano le responsabilità professionali più elevate, il reddito femminile scende al 52% di quello maschile, segnando il divario più marcato.
Le differenze tra professioni: avvocati in coda, psicologi più vicini alla parità
Le differenze diventano ancora più evidenti osservando le singole professioni. Tra gli avvocati si registra lo squilibrio maggiore: le donne percepiscono in media meno della metà del reddito dei colleghi, fermandosi al 49,7%. Divari elevati emergono anche tra commercialisti e ingegneri, dove il reddito femminile si colloca poco sopra il 50%. Il quadro cambia invece tra gli psicologi, categoria in cui la parità è più vicina: qui le professioniste raggiungono il 79,8% del reddito maschile, il valore più alto dell’intero comparto.
Un fenomeno strutturale che richiede interventi mirati
Nel complesso, l’analisi dell’Osservatorio conferma che il gender pay gap nelle professioni rimane un fenomeno radicato, che si manifesta in modo diverso a seconda dell’età e dell’ambito professionale. Nonostante alcuni segnali di miglioramento, il tema continua a richiedere interventi mirati e un impegno costante per garantire pari opportunità lungo tutto il percorso professionale.

