Confprofessioni, intervenuta in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera sulle proposte di legge in materia di ricollocazione professionale, ha espresso una valutazione positiva dello spirito delle iniziative, evidenziando al contempo la necessità di alcuni correttivi per garantirne piena efficacia e sostenibilità. Le proposte affrontano un tema ormai strutturale del mercato del lavoro: la crescente frequenza delle transizioni occupazionali e il conseguente bisogno di rafforzare le politiche attive e i servizi di accompagnamento alla ricollocazione.
La Confederazione ha sottolineato che l’accesso ai servizi di ricollocazione deve essere garantito a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa, prevedendo strumenti proporzionati e semplificati per micro e piccole realtà e favorendo il ricorso alla contrattazione collettiva e alla bilateralità.
Particolare attenzione è stata inoltre posta sul tema della sostenibilità economica, per il datore di lavoro, del sistema previsto dalle proposte. In questa prospettiva, Confprofessioni ha evidenziato l’esigenza di valorizzare adeguatamente gli strumenti già esistenti, in particolare i fondi interprofessionali — sottolineando l’importanza di rendere disponibile l’intero ammontare delle risorse, senza prelievo alla fonte, tema condiviso e sostenuto dal presidente della Commissione, Walter Rizzetto — e il ruolo dei fondi di solidarietà bilaterali, da integrare in modo più efficace nel sistema delle politiche attive insieme a formazione e ricollocazione.
Infine, è stata richiamata la necessità di rafforzare la governance complessiva del sistema, superando la frammentazione e migliorando il coordinamento e l’interoperabilità tra i diversi livelli di intervento.

