A Porto il confronto europeo sul futuro delle libere professioni. Confprofessioni ai lavori del CEPLIS

Il Presidente, Marco Natali: «Le professioni sono un presidio di fiducia e un elemento essenziale del modello sociale europeo, chiamate ad accompagnare le grandi trasformazioni senza perdere competenza, autonomia e responsabilità»

In un momento in cui l’Europa è chiamata a confrontarsi con trasformazioni senza precedenti, dalla diffusione dell’intelligenza artificiale alla transizione digitale, dalle sfide demografiche ai cambiamenti climatici, fino alla crescente esigenza di rafforzare la competitività del mercato unico e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, le libere professioni riaffermano il proprio ruolo quale pilastro del modello sociale europeo. È questo il messaggio emerso dalla due giorni organizzata dal Consiglio Europeo delle Professioni Liberali (CEPLIS), ospitata il 26 e 27 giugno 2026 a Maia, nell’area metropolitana di Porto, che ha riunito le organizzazioni rappresentative delle professioni liberali dei diversi Stati membri. Ai lavori ha preso parte anche il Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, confermando il costante impegno della Confederazione nel contribuire al dibattito europeo sulle politiche riguardanti il settore professionale e nel rappresentare il sistema delle professioni italiane nei principali tavoli di confronto continentali.

La due giorni si è aperta nella serata del 26 giugno presso la Casa Municipal de Maia con un momento istituzionale che ha visto la partecipazione delle autorità portoghesi e dei rappresentanti delle organizzazioni professionali nazionali ed europee. Ad accogliere le delegazioni è stato il Presidente del Consiglio Economico e Sociale del Portogallo, Luís Pais Antunes, che ha sottolineato il valore strategico delle professioni liberali nel rafforzamento del dialogo tra istituzioni, economia e società civile, evidenziando come la qualità delle competenze professionali rappresenti un elemento determinante per la competitività europea e per la costruzione di politiche pubbliche sempre più efficaci. Nel corso della serata è intervenuto anche il neo Presidente dell’Associação Nacional dos Profissionais Liberais (ANPL), João Ascenso, che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la cooperazione tra le organizzazioni professionali europee in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni tecnologiche, economiche e normative, richiamando la responsabilità delle professioni nell’accompagnare il cambiamento senza rinunciare ai principi di indipendenza, qualità ed etica che ne costituiscono l’identità. A portare il saluto del Governo portoghese è stato infine il Ministro degli Affari Parlamentari, Carlos Abreu Amorim, che ha ribadito il ruolo delle professioni liberali quale fattore di crescita economica, innovazione e coesione sociale, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni e professionisti nell’attuazione delle politiche europee.

La giornata del 27 giugno, ospitata presso la Quinta da Gruta di Maia, è stata dedicata all’Assemblea generale del CEPLIS, occasione di confronto sulle prospettive future delle professioni liberali e sulle principali sfide che attendono il settore nel prossimo decennio. Ad aprire i lavori è stato il Presidente del CEPLIS, Klaus Thürriedl, che ha proposto una riflessione sul ruolo delle professioni nel contesto europeo, ricordando come non sia possibile costruire il futuro senza partire dal patrimonio di valori, conoscenze e responsabilità che ha caratterizzato la loro storia. La conoscenza, l’indipendenza professionale, l’elevata qualità della formazione e la fiducia che cittadini e imprese continuano a riporre nei professionisti rappresentano, secondo Thürriedl, le fondamenta sulle quali edificare la società europea dei prossimi anni. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno modificando profondamente il modo di lavorare e di erogare servizi, il Presidente del CEPLIS ha sottolineato come la tecnologia non possa sostituire il giudizio professionale, l’autonomia decisionale e la responsabilità etica che caratterizzano le professioni liberali.

Al contrario, l’innovazione dovrà essere governata affinché resti sempre al servizio della persona, garantendo servizi responsabili, affidabili e fondati su elevati standard qualitativi. Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della formazione permanente, individuata come strumento indispensabile per consentire ai professionisti di affrontare con competenza le nuove sfide poste dalla trasformazione digitale, nonché alla necessità di definire standard minimi comuni a livello europeo, in grado di assicurare ai cittadini dell’Unione livelli omogenei di qualità, indipendenza e tutela, indipendentemente dallo Stato membro in cui il servizio professionale viene prestato. Nel suo intervento Thürriedl ha inoltre richiamato la responsabilità sociale delle professioni liberali, chiamate a contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, nella quale nessuno venga lasciato indietro durante il processo di innovazione tecnologica, evidenziando al contempo l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni affinché possano vedere nelle professioni non soltanto una prospettiva lavorativa, ma un percorso fondato sul servizio alla collettività, sulla competenza e sull’assunzione di responsabilità.

In questo scenario assume particolare rilievo la presenza del Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, che ha preso parte ai lavori insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni professionali europee, contribuendo al confronto sulle prospettive di sviluppo delle libere professioni nel quadro delle politiche dell’Unione europea. La partecipazione della Confederazione testimonia la volontà di rafforzare il dialogo con le istituzioni europee in una fase in cui numerosi dossier comunitari – dalla regolazione dell’intelligenza artificiale alle politiche per le competenze, dal rafforzamento del mercato unico alla competitività delle imprese e dei servizi professionali – avranno un impatto sempre più significativo sull’attività dei professionisti.

Il confronto sviluppatosi a Porto ha infatti ribadito come le libere professioni non rappresentino soltanto una componente essenziale del sistema economico europeo, ma siano autentici garanti della fiducia, della stabilità sociale e della qualità dei servizi resi a cittadini, imprese e istituzioni, contribuendo ogni giorno alla costruzione di un’Europa più competitiva, più innovativa e al tempo stesso più vicina ai bisogni delle persone.

Afferma Marco Natali «Le professioni sono un presidio di fiducia e un elemento essenziale del modello sociale europeo, chiamate ad accompagnare le grandi trasformazioni in corso – dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione, fino alle sfide demografiche e climatiche – senza perdere competenza, autonomia e responsabilità. Il futuro dell’Europa dipenderà dalla capacità delle libere professioni di continuare a garantire qualità, indipendenza di giudizio e un rapporto solido con cittadini e imprese, investendo al tempo stesso in formazione continua e nuove competenze per le giovani generazioni».