«Il mondo delle libere professioni è una risorsa straordinaria per il Paese. Per questo abbiamo siglato un accordo con Confprofessioni: vogliamo mettere le vostre competenze al servizio dell’Italia, soprattutto nell’export, che vale il 40% del nostro Pil e continua a crescere nonostante le tensioni internazionali. Abbiamo una strategia chiara, che ha aperto nuovi mercati e punta all’obiettivo dei 700 miliardi di export entro il 2027. All’interno del Ministero abbiamo creato una direzione operativa attiva 24 ore su 24, perché nessun imprenditore che lavora all’estero deve sentirsi solo. Le imprese funzionano meglio se accompagnate non solo da ambasciate e consolati, ma anche da una rete di professionisti (commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, geologi e altri) che conoscono territori e normative e aiutano a internazionalizzare. Nonostante i dazi, abbiamo ottenuto risultati positivi con Mercosur e India, a conferma che la nostra visione complessiva funziona. Le libere professioni sono determinanti per il sistema economico: sono una risorsa che va valorizzata, anche per il mondo delle infrastrutture. Ribadiamo la nostra alleanza strategica: abbatteremo le barriere tra ambasciate, imprese, professionisti, Sace, Simest, Ice e Camere di commercio. Voi siete imprese a tutti gli effetti, e la burocrazia non deve ostacolare lo sviluppo dell’export».
Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in apertura dell’Annual International Meeting (AIM) 2026, promosso da Confprofessioni e Apri International, che si è svolto oggi a Roma nella cornice di Palazzo Rospigliosi.
L’AIM 2026 ha rappresentato un momento centrale di confronto sulle strategie di internazionalizzazione del Paese, offrendo una visione aggiornata dello scenario geopolitico e delle politiche pubbliche a sostegno dell’export. L’incontro ha messo al centro gli strumenti del Sistema Italia e il ruolo delle competenze professionali, riunendo istituzioni, esperti ed esponenti del mondo economico per approfondire le dinamiche della diplomazia economica, le opportunità nei mercati emergenti e le leve finanziarie e promozionali a disposizione di professionisti e imprese.
Nel corso dell’AIM è intervenuto con un videomessaggio anche il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico delle competenze professionali nei processi di apertura ai mercati esteri. «L’internazionalizzazione non è solo una strategia economica, ma una responsabilità condivisa. I liberi professionisti rappresentano un patrimonio di competenze che il Paese deve valorizzare, perché sono loro a garantire qualità, affidabilità e tutela del Made in Italy nei mercati globali», ha affermato Lollobrigida. «Per questo è fondamentale riconoscere pienamente il ruolo dei corpi intermedi, che rappresentano i bisogni reali dei territori e fanno da ponte naturale tra istituzioni, imprese e cittadini, contribuendo a costruire un modello di sviluppo che unisce competitività e identità nazionale».
Il presidente di Confprofessioni, Marco Natali, ha sottolineato la necessità di valorizzare il know‑how professionale come leva decisiva per rafforzare la presenza italiana all’estero. «Il Piano Export Italia rappresenta uno snodo strategico per la crescita del Paese e può funzionare solo se integra pienamente il contributo dei liberi professionisti. Non siamo figure di contorno, ma partner strategici delle imprese, soprattutto delle PMI, che accompagniamo ogni giorno nei processi di internazionalizzazione, aiutandole a orientarsi nella complessità normativa, fiscale, contrattuale e digitale dei mercati esteri», ha dichiarato Natali. «In questo senso va il protocollo siglato tra MAECI e Confprofessioni, così come il richiamo del Ministro Tajani lo scorso 29 aprile all’incontro “Obiettivo Export: verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”, che ha riconosciuto la centralità dei professionisti italiani per il supporto già oggi garantito alle imprese e per il ruolo che potranno svolgere nell’accompagnare le PMI verso nuovi mercati. Il Piano Export Italia potrà essere davvero efficace solo attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, imprese e professioni, valorizzando il nostro know‑how come leva per rafforzare la presenza dell’Italia nei mercati internazionali».
Nel suo intervento, il presidente di Apri International, Luigi Carunchio, ha infine evidenziato il valore dell’AIM come piattaforma di confronto e cooperazione internazionale. «Giunto alla sua quarta edizione, l’AIM si conferma un appuntamento strategico per valorizzare il contributo dei liberi professionisti ai processi di internazionalizzazione e un momento privilegiato di networking internazionale, dove competenze e relazioni si intrecciano. È essenziale costruire un matching strutturato tra PMI esportatrici e professionisti qualificati, integrando il loro lavoro con ambasciate, uffici ICE e Camere di commercio estere nei Paesi target», ha spiegato Carunchio. «In questa direzione Apri International ha istituito una rete di senior advisor con competenze verticali sui mercati esteri, dall’intelligence di mercato alla compliance locale. Si tratta di un tassello decisivo del percorso verso l’obiettivo dei 700 miliardi entro il 2027 previsto dal Piano Export Italia del MAECI, perché l’export cresce quando la diplomazia economica non si limita a promuovere, ma mette a terra competenze e presidio quotidiano nei mercati».



