«L’approvazione definitiva del decreto Fiscale da parte dell’Aula della Camera, che conferma l’introduzione della soglia di 5.000 euro per la verifica della regolarità fiscale dei professionisti nei pagamenti della PA, rappresenta un successo importante per l’azione sindacale di Confprofessioni. Il Parlamento è intervenuto in modo tempestivo, correggendo la norma prima della sua entrata in vigore, prevista per il prossimo 15 giugno». Lo dichiara in una nota il Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, commentando il via libera definitivo di Montecitorio al provvedimento (C. 2935-A).
«L’inserimento di uno sbarramento a 5.000 euro riduce l’impatto della misura e sana una parte della palese disparità di trattamento che avevamo denunciato con forza», continua il Presidente Natali. «Tuttavia, il problema non può dirsi completamente risolto. Occorre evitare che il professionista, solo perché titolare di un credito verso la PA, sia esposto a un meccanismo automatico di trattenuta privo di adeguate garanzie e non proporzionato alla concreta situazione debitoria. Per questo, la nostra richiesta di fondo rimane il definitivo superamento di un meccanismo originariamente iniquo, introdotto dalla legge di bilancio 2026».
Secondo la Confederazione, il traguardo raggiunto sul decreto Fiscale deve adesso fare da base per un confronto più ampio, volto a definire tutele strutturali per le prestazioni svolte dai professionisti a favore dello Stato. «È necessario un intervento ulteriore, capace di bilanciare in modo più equilibrato le esigenze di riscossione dello Stato con la tutela del lavoro autonomo professionale», conclude Natali. «I professionisti devono poter collaborare con lo Stato contando su certezze economiche e su relazioni con la Pubblica Amministrazione prive di automatismi penalizzanti».

