Confprofessioni entra nella Consulta delle parti sociali dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, istituito dal Ministero del Lavoro. Il decreto ministeriale n. 29 del 6 marzo 2026 ha infatti nominato Paola Fiorillo ed Enrico Vannicola tra i componenti della Consulta, rafforzando la presenza dei liberi professionisti nel confronto nazionale sull’IA.
La Consulta avrà il compito di garantire il dialogo con le parti sociali e contribuire all’analisi degli effetti dell’intelligenza artificiale su contrattazione collettiva, occupazione e formazione continua. Accanto alla Consulta, il decreto ministeriale n. 30 del 9 marzo 2026 ha definito anche la composizione del Comitato di indirizzo, l’organo presieduto dal Ministro del Lavoro e incaricato di stabilire sia le linee strategiche che le priorità dell’Osservatorio.
«La presenza di Confprofessioni nella Consulta è un riconoscimento significativo del ruolo che i liberi professionisti svolgono nei processi di innovazione e trasformazione digitale. Siamo un settore che sperimenta quotidianamente l’impatto dell’intelligenza artificiale nei servizi, nella consulenza e nella gestione dei rapporti di lavoro, e portare questa esperienza al tavolo dell’Osservatorio significa contribuire a un confronto concreto e responsabile su come governare il cambiamento», ha commentato Fiorillo. «L’IA deve restare uno strumento al servizio delle persone; solo un’innovazione davvero antropocentrica, capace di potenziare le competenze umane senza sostituirle, può garantire una trasformazione sostenibile e inclusiva».
«L’ingresso della Confederazione nella Consulta ci permette di rappresentare un mondo professionale che sta affrontando in prima linea le sfide poste dall’intelligenza artificiale. Il nostro contributo sarà quello di offrire una prospettiva maturata sul campo, evidenziando come l’IA stia trasformando attività, competenze e modelli organizzativi», ha aggiunto Vannicola. «Questa partecipazione ci consente anche di portare all’attenzione dell’Osservatorio le esigenze specifiche degli studi professionali, spesso pionieri nell’adozione di nuove tecnologie. È fondamentale che questa transizione sia accompagnata da un confronto serio e strutturato, capace di garantire innovazione, qualità del lavoro e una crescita equilibrata del sistema produttivo».

