Decreto Primo maggio, Confprofessioni: «Bene la valorizzazione della contrattazione collettiva “di qualità” per la definizione del salario giusto»

Confprofessioni esprime una valutazione positiva su contenuti del decreto-legge approvato in Consiglio dei Ministri. Il presidente Natali: “Si tratta di un’impostazione che contribuisce a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e ad incentivare le imprese che operano nel rispetto delle regole"

Confprofessioni esprime una valutazione complessivamente positiva su contenuti del decreto-legge “Primo Maggio” approvato in Consiglio dei ministri, che interviene su diversi temi rilevanti per il mercato del lavoro.

Il Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, afferma: “Centrale la scelta di rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva “di qualità”, individuando nei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative il riferimento per la definizione del “salario giusto”, in coerenza con l’articolo 36 della Costituzione”. Continua Natali “Si tratta di un’impostazione che contribuisce a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e ad incentivare le imprese che operano nel rispetto delle regole, come più volte caldeggiato da Confprofessioni durante le interlocuzioni con le Istituzioni”.

“Esprimiamo inoltre apprezzamento per il rafforzamento delle misure  incentivanti”, conclude Natali “con particolare riferimento alla promozione  dell’occupazione dei soggetti più distanti dal mercato del lavoro,  nonché per le misure dedicate alle aziende che  favoriscono, al loro interno, la conciliazione tra famiglia e lavoro e la genitorialità”.