Dl PNRR e fondi sanitari, Confprofessioni: «Prezioso il lavoro del Parlamento. La riscrittura dell’articolo 29 salvaguarda il welfare integrativo»

Il presidente Natali: «La profonda revisione del testo è il risultato di un dialogo costruttivo che ci ha visti protagonisti fin dalle prime fasi. L’emendamento, condiviso da tutto l’arco parlamentare, mette in sicurezza un comparto da 16 milioni di iscritti e 3 miliardi di euro di prestazioni annue»

Confprofessioni esprime soddisfazione per la sostanziale riscrittura dell’articolo 29 del Dl PNRR in materia di fondi sanitari e sociosanitari integrativi. L’emendamento, condiviso da tutto l’arco parlamentare, mette in sicurezza un comparto da 16 milioni di iscritti e 3 miliardi di euro di prestazioni annue.

«La profonda revisione del testo è il risultato di un dialogo costruttivo che ci ha visti protagonisti fin dalle prime fasi», dichiara Marco Natali, Presidente di Confprofessioni. «Avevamo prontamente segnalato i rischi di una norma che avrebbe compromesso la tenuta del sistema. Ringraziamo il Parlamento per aver accolto le nostre osservazioni, trovando un punto di equilibrio che tutela un pilastro essenziale del welfare italiano».

La Confederazione sottolinea come l’ampio consenso raggiunto sull’emendamento confermi la validità delle istanze proposte. «Non ci siamo mai opposti al miglioramento della trasparenza, valore che riteniamo imprescindibile per il settore», prosegue Natali. «Tuttavia, era necessario evitare che logiche proprie di altri comparti o modelli sanzionatori generici snaturassero la funzione sociale dei fondi contrattuali. L’ascolto del Parlamento ha permesso di salvaguardare la sostenibilità del sistema, evitando inutili duplicazioni di costi che avrebbero sottratto risorse alle prestazioni sanitarie per i lavoratori».

Nonostante il giudizio complessivamente positivo, Confprofessioni evidenzia la necessità di un ulteriore affinamento tecnico sul termine di trasmissione dei bilanci. «La norma impone la consegna entro soli tre mesi dalla chiusura dell’esercizio (31 marzo): una scadenza troppo ristretta e in contrasto con i principi del Codice civile, che per le società prevede termini fino a 180 giorni», conclude Natali. «Un disallineamento che non tiene conto dell’iter di approvazione dei bilanci, che normalmente prevede tre passaggi (approvazione dell’organo amministrativo, relazione degli organi di controllo, approvazione dell’organo assembleare), scanditi dalle necessarie tempistiche tecniche previste dalla legge. Auspichiamo, pertanto, che l’obbligo di pubblicazione e di trasmissione sia ancorato al calendario già dettato dal Codice civile per i soggetti obbligati alla pubblicazione dei bilanci».

Articolo 29 decreto-legge PNRR, Confprofessioni: “Sì ai controlli, ma all’interno di una cornice normativa razionale e organica” (news 6 marzo 2026)