“Il canto dell’unità nella diversità”: dalla Bibliotheca Alexandrina un messaggio per il Mediterraneo

L'evento è stato promosso da Oikos Mediterraneo, in collaborazione con la Pontificia Università Antonianum, la Provincia dei Frati Minori d’Egitto, Aprinternational e il Dipartimento Libere Professioni, Obiettivo dell'incontro: riflettere sul ruolo della diplomazia delle culture, delle città e delle professioni nella promozione della fraternità, della cura, della pace e del bene comune

La splendida cornice della Bibliotheca Alexandrina, polo culturale che ospita più di tre milioni di libri e che riveste un’importanza simbolica per tutto il Mediterraneo, ha ospitato l’evento internazionale “Il canto dell’unità nella diversità. La diplomazia delle culture, delle città e il ruolo delle professioni per la cura, la pace e il bene comune nel Mediterraneo”. Un evento promosso da Oikos Mediterraneo, in collaborazione con la Pontificia Università Antonianum, la Provincia dei Frati Minori d’Egitto, APRI International e il Dipartimento Libere Professioni.

L’iniziativa, che celebra l’VIII Centenario del Cantico delle Creature, ha riunito accademici, diplomatici, religiosi e professionisti da diversi Paesi del Mediterraneo, per riflettere sul ruolo della diplomazia delle culture, delle città e delle professioni nella promozione della fraternità, della cura, della pace e del bene comune.

Dopo i saluti istituzionali del Cons. Giuseppe Papalia dell’Ambasciata d’Italia presso la Repubblica Araba d’Egitto, di Fr. Filippo Faragalla, Ministro Provinciale dei Frati Minori in Egitto, e di Mons. Claudio Lurati, Vicario apostolico di Alessandria, il dibattito si è articolato in due sessioni moderate dal Prof. Avv. Paolo Cancelli: la prima dedicata al tema “Esistere e cum-esistere”, due filosofi si sono confrontati sul tema, il prof. Andrea Bizzozero (decano di filosofia della Pontificia Università Antonianum) e il prof. Michael Medhat (professore di filosofia medievale all’università di Helwan), il primo ha sottolineato che la coesistenza è possibile se riconosciamo le somiglianze e le differenze, il secondo ha approfondito la cura secondo la proposta della filosofa Virgina Held.

La seconda parte ha approfondito i “Percorsi e processi di fraternità mediterranea”, con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione del Prof. Fabrizio Lobasso, Ministero Affari Esteri,  Fr. Massimo Fusarelli, Ministro Generale dei Frati Minori, Fr. Francesco Zecca, Presidente di Oikos Mediterraneo, l’Avv. Prof. Giampaolo Di Marco, Direttore Generale del Dipartimento Libere Professioni (DLP) e Rana Hamada del Centro Culturale Francescano egiziano.

Tutti gli intervenuti, traendo spunto dal Cantico delle creature, hanno rimarcato l’urgenza di ri-consegnare al Mediterraneo il sogno della fraternità, che non è uniformità ma riconoscimento delle differenze, e nella costruzione di questa fraternità mediterranea il Ministro Generale ha sottolineato l’importanza delle professioni: “Il medico che cura, l’ingegnere che costruisce, l’educatore che forma, l’artista che crea bellezza – tutti parlano un idioma che ogni cuore umano comprende: quello della dedizione al bene dell’altro. Le professioni diventano così strumenti di una “diplomazia dal basso”, più efficace di molti negoziati ufficiali. Quando un medico cristiano salva la vita di un paziente musulmano, quando un ingegnere musulmano progetta un ponte che unisce comunità cristiane, quando un educatore ebreo forma giovani di ogni fede – in questi gesti quotidiani si costruisce la pace vera, quella che nasce dalla fiducia reciproca”.

Nel suo intervento, Di Marco ha posto al centro del confronto il ruolo delle professioni intellettuali come strumenti di diplomazia sociale e culturale, capaci di costruire ponti di dialogo tra i popoli del Mediterraneo.

“Le professioni – ha sottolineato – rappresentano un motore di sviluppo, tanto perla società quanto per l’innovazione dei servizi. Mettere in rete i saperi scientifici e umanistici significa creare una casa comune che restituisca centralità alla persona, rafforzando i legami di solidarietà e cooperazione tra Paesi e culture diverse”.

La riflessione proposta dall’incontro si inserisce nel solco di una più ampia visione di diplomazia delle competenze, volta a valorizzare il contributo delle libere professioni nella costruzione di società più giuste e inclusive.

Oikos Mediterraneo, proprio per dare concretezza a quanto espresso, ha poi attivato con un gruppo di giovani egiziani, il primo Hub dell’ecologia integrale in Egitto: Oikos Egypt Hub. Questi Living Lab saranno attivati in molte città del Mediterraneo e saranno connessi, creando una grande rete, con lo scopo di generare scambio interculturale, ricerca interdisciplinare e una contaminazione tra progetti. Fr. Francesco Zecca afferma: “questi laboratori vogliono essere luoghi in cui si alimenta la passione per la cura della propria città, mettendo insieme competenze, professionalità, saperi e spiritualità”.

In un’epoca dominata dalla trasformazione digitale e dalle sfide globali, il DLP riafferma la necessità di una nuova “metrica” delle professioni intellettuali, capace di unire competenza tecnica, consapevolezza etica e creatività umanistica.

“La missione che ci unisce oggi – ha concluso Di Marco – è quella di formare persone dotate di spirito critico, sensibilità culturale e responsabilità civile. Solo attraverso un approccio integrato, capace di mettere al centro la persona e la comunità, sarà possibile costruire un Mediterraneo più solidale, accogliente e prospero.”

L’incontro di Alessandria d’Egitto segna così un passo importante nella cooperazione tra Italia ed Egitto, un modello per il Mediterraneo, ponendo le basi per futuri progetti congiunti nel campo della formazione, della ricerca, della diplomazia delle città e delle professioni.