La seconda parte dell’evento di presentazione del X Rapporto sulle libere professioni in Italia, curato dall’Osservatorio di Confprofessioni e svoltosi oggi a Roma, è stata dedicata a una tavola rotonda dal titolo “Le Professioni e le 4D del cambiamento: demografia, dazi, debito e digitale”. Il confronto, moderato dal giornalista Giovanni Parente, ha visto la partecipazione di Marco Natali (Presidente Confprofessioni), Stefania Bonaldi (Responsabile professioni PD), Stefano Patuanelli (Commissione Programmazione economica del Senato, Capogruppo M5S Senato), Marta Schifone (Commissione Lavoro della Camera, Responsabile professioni FdI), Chiara Tenerini (Commissione Lavoro della Camera, Forza Italia).
Marco Natali: «Dobbiamo fare sistema e lavorare insieme per rafforzare l’unione del mondo professionale. Agli ordini spetta la difesa della fede pubblica e della deontologia professionale, ma la rappresentanza dei liberi professionisti è responsabilità nostra. Il vero nodo del Paese è la scarsa produttività: se non creiamo ricchezza per i giovani, lasciamo loro solo debito. Occorre una spesa pubblica più efficace ed efficiente e il coraggio di tagli mirati. Noi professionisti, con il nostro lavoro intellettuale e le nostre competenze, dobbiamo essere il pungolo. Il nostro ruolo è imprescindibile anche per la Pubblica Amministrazione: dobbiamo esserne consapevoli e rivendicarlo, facendo sistema».
Marta Schifone: «Le sfide transizionali riguardano tutti i livelli. L’intelligenza artificiale richiama l’attenzione su chi ha posto la proprietà intellettuale al centro della propria attività. Il salto tecnologico si compie investendo sulle competenze, perché stiamo vivendo un vero cambio di paradigma nel lavoro. Non è più solo una questione di domanda: oggi mancano i profili adeguati e molti laureati finiscono in occupazioni sottoqualificate. Nei prossimi anni crescerà la richiesta di formazione terziaria orientata alle materie STEM. Le competenze sono la chiave, da perseguire con orientamento e formazione continua, attraverso upskilling e reskilling».
In merito alla riforma delle professioni, Schifone ha aggiunto «Con le quattro deleghe abbiamo già avviato avvocatura, ora le sanitarie e a breve i commercialisti. Confidiamo di chiudere rapidamente questa riforma epocale, attesa da decenni».
Stefania Bonaldi: «Il Rapporto mostra luci e ombre: i temi di genere e generazionale richiedono attenzione. Gli incentivi per la certificazione della parità di genere nelle Pmi dovrebbero estendersi anche alle libere professioniste. La maternità resta un forte discrimine: molte professioniste sono costrette a tornare al lavoro in tempi brevissimi, con conseguenze sul reddito e sulla conciliazione vita-lavoro. L’apporto dei giovani formati in ambito digitale è un valore aggiunto negli studi più strutturati». Bonaldi ha inoltre ricordato «il tema della povertà: i working poor non sono solo dipendenti, ma anche professionisti».
Chiara Tenerini: «Dobbiamo rafforzare la competitività all’estero. I dazi non devono spingerci verso il protezionismo, ma stimolarci a innovare. La geopolitica incide anche sui professionisti e sul debito pubblico. Nella transizione digitale e demografica è fondamentale colmare il mismatch tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro, trovando strumenti per certificare anche le competenze digitali».
Stefano Patuanelli, infine, non si è detto ottimista sulla capacità del nostro Paese, e più in generale dell’Europa, di tutelare i professionisti: «Serve una dose di protezionismo. Le criticità sono quattro: invecchiamento, dazi, debito e gap tecnologico, un divario che tra i Paesi continuerà a esistere».

