Legalità, Confprofessioni: “Professionisti presidio del Paese contro mafie e corruzione”

Si è svolto a Roma l’evento promosso da Confprofessioni in collaborazione con Avviso Pubblico. Tra gli ospiti, accanto al Presidente della Confederazione, Marco Natali: il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini; il Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Mauro D’Attis; e il Generale della Guardia di Finanza, Antonio Nicola Quintavalle Cecere. Dai relatori un forte richiamo al ruolo dei professionisti come sentinelle della legalità e alla necessità di nuove competenze tecnologiche, alleanze istituzionali e formazione continua

In occasione del suo sessantesimo anniversario, Confprofessioni ha inaugurato a Roma il programma celebrativo con l’evento “Legalità, trasparenza e professioni. Il ruolo dei liberi professionisti nella prevenzione di mafie e corruzione”, promosso in collaborazione con Avviso Pubblico. Alla presenza di una folta platea di rappresentanti delle istituzioni, l’incontro ha messo in luce il contributo decisivo dei liberi professionisti nel rafforzare la cultura della legalità e nel prevenire infiltrazioni mafiose e fenomeni corruttivi nei processi economici e amministrativi.

Il ruolo dei professionisti come presidio di legalità

Nel suo intervento, il Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, ha ricordato che i professionisti – avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, notai, revisori e altre figure tecniche e giuridiche – operano quotidianamente «sul confine tra cittadini, imprese e istituzioni, diventando il primo punto in cui possono emergere irregolarità o tentativi di infiltrazione». Secondo Natali, sono tre le funzioni chiave: intercettare i segnali di rischio, garantire trasparenza nei processi economici e contribuire all’educazione alla legalità. Natali ha inoltre sottolineato che la vulnerabilità economica dei professionisti può esporli a pressioni illecite, ribadendo la necessità di investire in formazione e cultura della legalità.

Il contributo del Prefetto di Roma

Il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha definito “imprescindibile” il ruolo dei professionisti nella prevenzione delle infiltrazioni criminali. Ha ricordato che, nei casi di imprese sospette, sono proprio i professionisti (in particolare i commercialisti) a svolgere verifiche tecniche che le Prefetture non possono effettuare direttamente, soprattutto sui profili contabili e gestionali. Giannini ha richiamato anche la complessità della gestione dei beni confiscati, che richiede competenze specialistiche per garantire continuità e legalità, proponendo di rafforzare la collaborazione con Confprofessioni per consolidare strumenti e competenze utili alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose nelle attività economiche.

Le nuove tecnologie criminali

Il Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Mauro D’Attis, ha invece richiamato l’evoluzione tecnologica delle organizzazioni criminali, oggi attive con sistemi di cripto-comunicazione e strumenti finanziari digitali avanzati. Ha invitato i professionisti a sviluppare competenze adeguate per riconoscere nuovi schemi di riciclaggio e a collaborare più strettamente con le Prefetture, creando una rete informativa capace di anticipare i rischi.

Il Generale della Guardia di Finanza Antonio Nicola Quintavalle Cecere, Comandante del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, ha definito i professionisti “sentinelle del Paese”, ricordando che il 6,4% delle segnalazioni di operazioni sospette proviene dalle categorie professionali, in particolare dai notai.

L’alleanza con gli enti locali

Il Presidente nazionale di Avviso Pubblico, Roberto Montà, (che nel maggio 2025 ha sottoscritto un Protocollo di collaborazione con Confprofessioni) ha ricordato la crescita dell’associazione, oggi composta da oltre 620 enti. Montà, evidenziando la fragilità del tessuto amministrativo italiano, ha affermato: «È necessaria un’“alleanza etica” tra istituzioni e professionisti, fondata su integrità, conoscenza dei fenomeni e formazione congiunta. La legalità conviene e va dimostrato ogni giorno attraverso percorsi di prevenzione e riconoscimento dei segnali di rischio».

Le competenze tecniche a supporto della magistratura

Il Procuratore Generale aggiunto presso la Corte dei Conti Andrea Lupi ha ricordato l’ampio ricorso della magistratura contabile alle competenze dei professionisti (come i medici), fondamentali per le attività di controllo e verifica.

La testimonianza operativa

Infine, la dott.ssa Olga Russo, commercialista, ha portato l’esperienza diretta della gestione delle aziende sequestrate alla criminalità organizzata, evidenziando la complessità di intervenire in realtà ancora operative e la responsabilità del ruolo professionale in questi contesti.