L’Europa blinda la salute globale: un piano da quasi 800 milioni di euro per prevenire le prossime pandemie

Il One Health Summit di Lione del 5-6 aprile è stato l’occasione per la Commissione di annunciare nuovi investimenti europei volti a rafforzare la salute globale, combattere le principali malattie e migliorare la resilienza dei sistemi sanitari a livello mondiale

Non si tratta solo di solidarietà, ma di una vera e propria strategia di difesa collettiva. Al vertice “One Health” di Lione, l’Unione Europea ha messo sul tavolo una cifra imponente per combattere le malattie che minacciano il pianeta e per prepararsi alle sfide sanitarie del futuro.

Il Commissario per i partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha annunciato un pacchetto di investimenti che tocca i pilastri fondamentali della medicina moderna: dalla lotta alle grandi epidemie storiche alla ricerca scientifica contro i “super-batteri”.

Il cuore finanziario dell’annuncio riguarda il Global Fund, la partnership internazionale impegnata da anni nella lotta contro HIV, tubercolosi e malaria. L’Unione Europea prevede di contribuire con 700 milioni di euro per il periodo 2027-2029, confermando il proprio ruolo di primo piano a livello globale. Si tratta di risorse fondamentali per salvare milioni di vite e rafforzare i sistemi sanitari nei paesi più vulnerabili, con particolare attenzione a donne e ragazze. Per garantire un impatto immediato, 185 milioni di euro saranno resi disponibili fin da subito. Con questo nuovo impegno, il cosiddetto “Team Europe”, che riunisce Commissione e Stati membri, si conferma tra i principali finanziatori del fondo, con oltre 3 miliardi di euro complessivi. 

Un altro fronte cruciale riguarda la resistenza antimicrobica (AMR), una minaccia meno visibile ma sempre più pericolosa. In pratica, batteri e virus stanno diventando resistenti ai farmaci, rendendo inefficaci anche gli antibiotici più comuni. I dati sono già preoccupanti. In Europa provoca circa 35.000 morti all’anno e, senza interventi, potrebbe arrivare a causare fino a 10 milioni di decessi annui nel mondo entro il 2050.

Per contrastare questo rischio, l’Unione Europea investirà 46,5 milioni di euro con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza sanitaria e intensificare la cooperazione tra Europa e Africa. Le risorse saranno destinate al potenziamento dei laboratori, al miglioramento delle capacità diagnostiche e allo sviluppo di sistemi di monitoraggio più efficaci, così da individuare e contenere le infezioni prima che si diffondano. 

Accanto alla prevenzione, un ruolo rilevante è affidato anche alla ricerca e allo sviluppo. La Commissione europea ha stanziato ulteriori 50 milioni di euro per sostenere l’innovazione medica, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di risposta alle minacce sanitarie emergenti. Di questi fondi, 30 milioni saranno destinati allo sviluppo di nuovi antibiotici, mentre 20 milioni finanzieranno la ricerca su malattie tropicali trascurate, come la dengue (una malattia virale trasmessa dalle zanzare che può causare febbre alta e complicazioni serie), sempre più diffuse anche nel contesto europeo.

Questi investimenti non sono isolati, ma fanno parte della nuova Global Health Resilience Initiative, un piano strategico annunciato dalla Presidente Ursula von der Leyen e che sarà lanciato ufficialmente prima dell’estate. L’iniziativa si colloca nel quadro più ampio della EU Global Health Strategy del 2022 e del programma Global Gateway, che individuano la salute come una priorità centrale dell’azione esterna dell’UE.

L’obiettivo è non farsi trovare impreparati di fronte alle future crisi sanitarie, rafforzando i sistemi sanitari, migliorando la sicurezza sanitaria e sostenendo anche la produzione locale di prodotti medici, in particolare nell’Africa subsahariana. In questo modo si punta a garantire un accesso più equo alle cure e a costruire una rete di protezione globale capace di prevenire e gestire le emergenze.

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