L’UE punta su reti digitali più semplici e investimenti più facili

La proposta della Commissione europea mira a rafforzare il mercato unico della connettività, sostenere gli investimenti e garantire infrastrutture digitali sicure e resilienti

La Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sulle reti digitali con l’obiettivo di rendere più semplice, uniforme e favorevole agli investimenti il quadro normativo europeo sulla connettività. Le regole attuali, secondo Bruxelles, non sono più adeguate a sostenere lo sviluppo di reti mobili e in fibra ottica di nuova generazione, indispensabili per la competitività economica dell’Unione e per la diffusione di tecnologie come il cloud e l’intelligenza artificiale.

Il nodo centrale della proposta è la creazione di un vero mercato unico della connettività in modo che le imprese possano operare in tutta l’UE registrandosi in un solo Stato membro, riducendo costi, tempi e incertezze amministrative.

La Commissione propone quindi un coordinamento più stretto a livello europeo per la gestione delle frequenze radio, necessarie per le telecomunicazioni, con licenze di durata più lunga e automaticamente rinnovabili, per garantire maggiore stabilità agli investimenti. Inoltre, le frequenze inutilizzate verranno condivise con altri operatori, evitando sprechi di risorse.

Il regolamento affronta anche il tema della transizione tecnologica. Le vecchie reti in rame sono considerate ormai insufficienti rispetto alle esigenze digitali attuali. Gli Stati membri dovranno adottare piani nazionali per accompagnare il passaggio verso reti più avanzate tra il 2030 e il 2035, presentando le proprie strategie entro il 2029. Durante questa fase, saranno previste tutele specifiche per i consumatori, come informazioni chiare e la garanzia della continuità del servizio.

Un ulteriore obiettivo della proposta è la semplificazione normativa. Riducendo obblighi burocratici e adempimenti amministrativi, la Commissione intende permettere alle imprese di concentrare le risorse sugli investimenti e sull’innovazione, senza abbassare il livello di protezione degli utenti finali.

Il regolamento mira poi a rafforzare la resilienza della connettività europea, riducendo le dipendenze strategiche e migliorando la cooperazione tra Stati membri. È previsto anche un piano di preparazione dell’UE per affrontare crisi, calamità naturali e possibili interferenze esterne, oltre a criteri comuni di sicurezza per le comunicazioni satellitari paneuropee.

Infine, la Commissione chiarisce che la proposta non mette in discussione la neutralità della rete. Le nuove regole servono a chiarire come i principi dell’internet aperta si applichino ai servizi innovativi e a favorire una cooperazione volontaria tra operatori per rendere più efficiente la gestione del traffico.

La proposta sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Se approvata, sostituirà il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018 e segnerà un passo concreto verso un sistema di connettività più integrato, sicuro e orientato agli investimenti in tutta l’Unione europea.

Come sottolineato da Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia: “L’innovazione europea inizia da un’Europa realmente connessa. Per rafforzare la leadership dell’Europa nell’innovazione, nella competitività e nella sovranità digitale è fondamentale disporre di infrastrutture digitali resilienti e ad alte prestazioni. Una connettività avanzata e accessibile consentirà alle start-up di sfruttare il potenziale dell’intelligenza artificiale e ai medici di assistere i pazienti a distanza, in modo rapido e sicuro. L’obiettivo è creare un ambiente digitale in cui le nuove tecnologie siano disponibili, accessibili e fondate su norme eque e affidabili, a beneficio dei cittadini”.

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