Michela Boidi alla guida dei giovani commercialisti: Il ricambio generazionale è la vera sfida per il futuro

La 35enne professionista torinese, eletta all'unanimità a Bari per il triennio 2026-2029, punta su aggregazioni multidisciplinari e collaborazione con Confprofessioni per dare nuove prospettive di crescita ai giovani

Michela Boidi è la nuova presidente nazionale dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) per il triennio 2026-2029. La commercialista torinese di 35 anni è stata eletta all’unanimità a Bari, succedendo a Francesco Cataldi al termine dell’Assemblea convocata durante il convegno nazionale dell’Unione. Già membro della Giunta uscente, Boidi si appresta a guidare l’associazione in un momento storico delicato per l’accesso e la stabilità dei giovani nel mondo delle libere professioni.

Subito dopo la sua proclamazione, la neopresidente ha delineato le priorità strategiche del suo mandato, focalizzandosi in prima battuta sull’attrattività della professione e sulle necessarie risposte alla crisi demografica della categoria.

«Il ricambio generazionale è una delle principali sfide per il futuro delle libere professioni», ha dichiarato Boidi. «Come Unione vogliamo dare più spazio ai giovani nella professione e nella rappresentanza. Non si tratta solo di attrarre i giovani, ma anche di creare le condizioni perché scelgano di continuare a esercitare. Perché un giovane dovrebbe restare se non vede prospettive di crescita? Rendere le professioni più attrattive significa dare una risposta concreta a questa domanda».

Accanto al tema del posizionamento dei giovani professionisti, Boidi ha introdotto il secondo pilastro del suo programma: la trasformazione strutturale degli studi professionali, da attuare attraverso sinergie e modelli organizzativi evoluti.

«Uno degli strumenti su cui puntare è l’aggregazione tra professionisti, anche appartenenti a categorie diverse», ha spiegato la neopresidente. «Mettersi insieme significa ampliare i servizi e soddisfare le esigenze di imprese e cittadini che richiedono competenze sempre più specialistiche. Ma per un professionista vuol dire anche aumentare la redditività, efficientare le strutture e dotarsi di un’organizzazione che non faccia dipendere tutto dalla disponibilità di una sola persona. Su questi aspetti – ha concluso – il confronto con Confprofessioni per noi rappresenta una collaborazione strategica e una leva di crescita fondamentale».