Natali ad Agorà: “I professionisti sono l’architrave del Paese. E ora rischiano più di altri”

Ospite questa mattina della trasmissione di Rai3, il presidente di Confprofessioni ha ricordato il ruolo centrale delle libere professioni mettendo in guardia dagli effetti delle crisi internazionali su un settore che conta oltre 1,3 milioni di lavoratori. Dal peso crescente delle professioniste alle difficoltà degli studi tecnici ed economici legate alle tensioni globali, fino al welfare contrattuale e all’allarme sull’articolo 29 del decreto PNRR

«I professionisti sono le persone di cui i cittadini si fidano: commercialisti, revisori contabili, medici, dentisti, psicologi, pediatri, ingegneri, architetti, agronomi, notai, avvocati, archeologi. Sono la parte intellettuale del Paese, quella che tutela la libertà, il patrimonio e l’economia». Così il presidente di Confprofessioni, Marco Natali, intervenuto questa mattina ad Agorà su Rai3, in un’intervista in cui ha delineato il ruolo dei liberi professionisti in Italia e le difficoltà che la categoria sta affrontando in un contesto internazionale sempre più instabile.

Un milione e 378 mila professionisti, metà dei quali donne

Attraverso i dati elaborati dall’Osservatorio di Confprofessioni e mostrati in studio, Natali ha sottolineato il peso numerico ed economico del settore: «In Italia ci sono oltre un milione e 378 mila professionisti. È una cifra enorme, che rappresenta una parte fondamentale della produttività nazionale. I servizi ad alto contenuto intellettuale sono il motore dei Paesi moderni, e i servizi professionali ne sono una componente essenziale». Un dato particolarmente significativo riguarda la presenza femminile: «Oltre 500 mila professionisti sono donne, e negli ultimi dieci anni sono aumentate di quasi il 20%.»

«Confprofessioni è parte datoriale del contratto collettivo degli studi professionali, firmato con la triplice sindacale», ha ricordato Natali. «Siamo una realtà fatta di micro e piccole strutture. Non esiste una divisione tra chi sta da una parte o dall’altra della scrivania: si viaggia tutti insieme. È questa la cornice del nostro lavoro».

Le crisi internazionali e l’impatto sulle professioni

Il presidente ha poi affrontato il tema delle crisi globali, dal Covid ai dazi di Trump, fino alla guerra in Ucraina, e del loro impatto sulle professioni: «Le difficoltà colpiscono soprattutto chi lavora con l’estero: studi tecnici ed economici che supportano imprese esportatrici. Il Covid ha danneggiato tutti, ma la guerra in Ucraina e i dazi hanno colpito in modo particolare i professionisti che operano con le aziende esportatrici». Le aree più esposte sono quelle a più alta concentrazione di PMI: «Nord-Est e Nord-Ovest sono le zone più colpite, perché lì si concentra la maggior parte delle imprese che esternalizzano servizi a ingegneri per le progettazioni, ad architetti per la realizzazione delle opera e a professionisti dell’area economica».

Sul conflitto in Medio Oriente, Natali ha espresso forte preoccupazione: «L’aumento dei prezzi dell’energia e dei fertilizzanti ricadrà su tutta la filiera produttiva. Questo significa nuova inflazione in un Paese che ha già stipendi bassi e un costo della vita molto aumentato. I redditi reali sono diminuiti drasticamente, soprattutto quelli dei liberi professionisti, come dimostra un recente studio del nostro Osservatorio».

Gli strumenti messi in campo: formazione, welfare e sostegno al reddito

Natali ha ricordato il lavoro svolto con la bilateralità: «Abbiamo costruito un sistema condiviso con la controparte sindacale: enti bilaterali che offrono formazione, assistenza sanitaria integrativa e, da ultimo, un fondo di integrazione salariale per sostenere i professionisti nei momenti di crisi. Dove servirebbe la cassa integrazione, interveniamo noi».

L’appello finale: “Serve attenzione sull’articolo 29”

In chiusura, il presidente ha richiamato l’attenzione sul dibattito politico in corso: «C’è un tema urgente, l’articolo 29 del decreto-legge PNRR sui fondi sanitari. È un passaggio delicato che riguarda la sostenibilità del sistema».