Natali: La parità di genere è un fattore di innovazione. A Roma il seminario europeo SD4EU

Si è svolto oggi, presso lo Spazio Europa, il primo appuntamento del progetto Social Dialogue for a Union of Equality, promosso da Confprofessioni e cofinanziato dall’Unione europea. Al centro del dibattito: equità, protezione sociale e strumenti per un dialogo sociale più inclusivo

«La parità di genere non è soltanto un principio giuridico, è una condizione indispensabile per costruire società più giuste, economie più solide e comunità professionali più innovative». Con queste parole il presidente di Confprofessioni, Marco Natali, ha aperto il seminario “Protezione sociale e parità di genere: strumenti e raccomandazioni per un nuovo dialogo sociale europeo”, tenutosi oggi a Roma presso lo Spazio Europa. L’incontro rientra nel progetto europeo SD4EU – Social Dialogue for a Union of Equality, coordinato da Confprofessioni e cofinanziato dall’Unione europea.

Il discorso di Marco Natali

Nel suo intervento, Natali ha evidenziato come il divario di genere continui a manifestarsi in molteplici forme: differenze salariali, carriere più lente, carichi familiari sbilanciati, scarsa rappresentanza nelle posizioni decisionali. «Quando il talento femminile viene frenato, perdiamo tutti in crescita, in competitività, in qualità democratica», ha affermato. «Se l’Italia raggiungesse i livelli europei di occupazione femminile, il PIL aumenterebbe del 7-9%, pari a un valore stimato tra 150 e 190 miliardi di euro l’anno».

Il presidente ha poi illustrato le tre linee di lavoro del progetto: parità retributiva e trasparenza salariale; conciliazione tra vita privata e lavoro; e leadership femminile nei processi decisionali. «Confprofessioni ha scelto di guidare questo progetto perché conosce bene il valore delle libere professioni, ma anche le disparità spesso invisibili che le attraversano», ha aggiunto. «L’uguaglianza di genere non è un capitolo accessorio, ma un fattore di innovazione. SD4EU non sarà un progetto da archiviare, ma un laboratorio permanente».

Voci europee e accademiche

Sono seguiti i video interventi di Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, e di Joël Le Deroff, Policy Officer della Commissione europea (DG EMPL), che hanno illustrato il ruolo dell’UE nel rafforzare il dialogo sociale. La professoressa Paola Profeta (Università Bocconi) ha approfondito il tema del gender mainstreaming nei sistemi di protezione sociale.

Raccomandazioni e strumenti operativi

La prima sessione ha presentato le raccomandazioni elaborate dal progetto SD4EU. Martina Gherlenda (Confprofessioni) ha introdotto i lavori, seguita da Diana Larenza, che ha illustrato proposte su compensazioni per interruzioni di carriera, genitorialità paritaria e servizi per l’infanzia. Ludovica Zichichi (Osservatorio delle Libere Professioni) ha analizzato il gender gap previdenziale e la frammentazione delle carriere.

Esperienze europee a confronto

Un panel internazionale ha discusso le sfide e le soluzioni adottate nei diversi contesti nazionali. Sono intervenuti i rappresentanti di MFPA (Malta), EQUAL Ireland, CEPLIS, UNPLIB (Belgio), UILTuCS, Eurocadres/CGIL.

Buone pratiche per un welfare inclusivo

La seconda sessione ha approfondito gli strumenti concreti per promuovere un welfare più equo. Susanna Pisano (responsabile Desk europeo Confprofessioni) ha parlato della certificazione di parità e degli incentivi previsti dalla Legge 162/2021; Samantha Merlo (UILTuCS) ha illustrato le clausole di genere nei CCNL e il reintegro salariale automatico; Marilisa Monaco (Eurocadres/APIQA) ha presentato modelli di flessibilità contrattata e scheduling adattivo.

Le prossime tappe

Il seminario di Roma ha inaugurato un ciclo di incontri europei che proseguirà con due appuntamenti: Malta, il 30 ottobre e Irlanda, nel mese di novembre.