Pagamento compensi professionali, Confprofessioni: “Emendamento a legge di Bilancio penalizza indiscriminatamente liberi professionisti”

Il presidente Marco Natali: “Chiediamo ancora, con decisione, che in sede parlamentare l’art. 129, comma 10, venga soppresso”

La disposizione del disegno di legge di Bilancio che impatta maggiormente sui liberi professionisti, l’art. 129, comma 10, continua a non trovare il favore della categoria. Critico nei confronti dell’emendamento depositato ieri dal governo, in commissione bilancio del Senato, il presidente di Confprofessioni, Marco Natali: “Si tratta in generale di una norma sproporzionata che, come emendata, estenderebbe gli effetti negativi nei confronti dei professionisti, contrastando, peraltro, con quanto già previsto dall’art. 48 bis del D.P.R. 602/1973 in tema di pagamenti delle pubbliche amministrazioni, producendo, di conseguenza, ulteriori complicazioni burocratiche ed incertezze applicative”.

Confprofessioni, in sede di audizione presso le commissioni congiunte di Camera e Senato aveva già chiesto la soppressione della disposizione dal testo della manovra. “Al danno di un emendamento che penalizza indiscriminatamente i liberi professionisti, si aggiunge la beffa di una pubblica amministrazione che continua a non rispettare il principio dell’equo compenso. Una impostazione che certamente non ci aspettavamo da questo Governo”. Evidenzia Natali. “Si tratta di una norma in contrasto sia con le esigenze di semplificazione, sia con la necessità di dare piena attuazione al principio dell’equo compenso del professionista”. Prosegue Natali: “Un compenso equo non è solamente un compenso di giusto valore, ma anche un compenso certo nel tempo e garantito nel diritto”.

La norma, con l’estensione del blocco dei pagamenti, rischia anche di alimentare percezioni ingiustamente negative nei confronti dei liberi professionisti, fondate su stereotipi che meritano di essere definitivamente superati”. Pertanto, conclude Natali, “chiediamo ancora, con decisione, che in sede parlamentare l’art. 129, comma 10, venga soppresso”.