Il decreto-legge sul Piano Casa interviene sulla crescente tensione abitativa con una strategia che punta ad aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili. Il Governo sceglie di valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, evitando nuovo consumo di suolo, e di promuovere modelli abitativi innovativi (cohousing, senior cohousing, edilizia convenzionata) rivolti soprattutto a giovani, studenti, lavoratori fuori sede e famiglie fragili.
Il Piano è finanziato fino al 2030 attraverso il Fondo Housing Coesione e un Programma straordinario di recupero dell’edilizia pubblica. Pur condividendo gli obiettivi, Confprofessioni ha presentato alla Commissione Ambiente della Camera una memoria con alcune proposte “per rendere il Piano più efficace e garantire un ruolo adeguato ai professionisti”.
Coordinamento con la riforma del Testo Unico Edilizia
Uno dei punti critici riguarda il coordinamento con la riforma del D.P.R. 380/2001, ancora in corso. Il decreto richiama più volte il Testo Unico, ma l’introduzione di norme speciali in una fase di riscrittura rischia di creare incertezze applicative. Come si legge nella memoria, “questa instabilità normativa può generare difficoltà operative per architetti, ingegneri, geometri e periti impegnati nei progetti del Piano Casa”. Da qui la richiesta di un coordinamento più stretto tra decreto e riforma.
Quota minima di edilizia convenzionata
Il decreto impone che almeno il 70% degli interventi sia destinato all’edilizia convenzionata. Una scelta socialmente utile, ma che potrebbe compromettere la sostenibilità economica degli interventi, soprattutto nelle aree con costi di costruzione elevati. Confprofessioni propone maggiore flessibilità: “La quota va modulata in base alle esigenze dei territori, soprattutto per gli alloggi in locazione”.
Decentramento delle gare per tutelare professionisti e PMI
La gestione centralizzata delle gare affidata a Invitalia rischia, secondo Confprofessioni, di penalizzare professionisti e piccole imprese locali, favorendo grandi operatori nazionali e internazionali. “La centralizzazione riduce le opportunità per i tecnici del territorio, spesso relegati al subappalto”, si legge nella memoria. Per questo si propone che gli enti locali gestiscano direttamente le gare sotto determinate soglie, con Invitalia in ruolo di supporto. Confprofessioni chiede inoltre il rispetto rigoroso dell’equo compenso.
Appalto integrato: un modello da evitare
Il ricorso all’appalto integrato non è ritenuto necessario per gli interventi del Piano Casa, che consentono una progettazione completa prima dell’affidamento. “L’appalto integrato favorirebbe i grandi operatori ed escluderebbe i professionisti locali dalla progettazione esecutiva”, avverte la memoria. La richiesta è di mantenere la separazione tra progettazione, affidata a professionisti abilitati, ed esecuzione dei lavori.
Riduzione degli onorari notarili
Il decreto dimezza gli onorari notarili per gli atti relativi all’edilizia convenzionata. Una misura accolta con spirito collaborativo, ma che richiede criteri chiari: la riduzione riguarda il compenso, non i valori repertoriali. “Servono parametri trasparenti per garantire sostenibilità e uniformità”, sottolinea Confprofessioni.
Demolizione e ricostruzione o ristrutturazione?
Il decreto sembra privilegiare la demolizione e ricostruzione, ma nei contesti urbani complessi questa scelta può essere impraticabile. In molti casi, una ristrutturazione profonda può garantire sicurezza e qualità abitativa con minore impatto. La memoria chiede che ogni intervento sia preceduto da un’analisi costi‑benefici e che il decreto definisca obiettivi migliorativi chiari.
Conclusioni
Per Confprofessioni, il Piano Casa deve coniugare efficienza economica, qualità progettuale e benessere delle comunità. Gli aumenti di volume dovrebbero essere destinati a servizi, spazi comuni e miglioramenti sismici ed energetici. La Confederazione auspica concorsi di progettazione per gli interventi più rilevanti, l’uso di strumenti digitali interoperabili e l’istituzione di un comitato tecnico multidisciplinare di professionisti a supporto del commissario straordinario.

