Professionisti e IA, Paola Fiorillo a Radiocor: “Conta l’organizzazione, non l’età”

Secondo un’indagine dell’Osservatorio di Confprofessioni su 1.180 studi, l’adozione dell’IA non dipende da fattori generazionali o territoriali, ma dalla struttura dello studio. Paola Fiorillo invita a rafforzare le aggregazioni professionali e ricorda l’impegno etico dei professionisti nella gestione delle tecnologie emergenti

Paola Fiorillo, membro della Giunta di Confprofessioni con delega alla Digitalizzazione e all’Intelligenza Artificiale, è intervenuta ai microfoni di Il Sole 24 Ore Radiocor per commentare il rapporto tra professionisti e nuove tecnologie.

Dal sondaggio condotto dall’Osservatorio di Confprofessioni su 1.180 studi professionali di varie dimensioni emerge un dato netto: l’adozione dell’intelligenza artificiale non dipende da età, genere o area geografica, ma dalla struttura organizzativa dello studio.

«Dobbiamo incentivare le aggregazioni professionali: gli studi devono fare rete. Più uno studio cresce, più aumenta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Al contrario, nelle realtà più piccole diminuiscono sia l’uso sia la percezione della sua utilità», osserva Fiorillo.

Sul fronte dei clienti e delle loro richieste legate all’IA, Fiorillo ricorda: «Due anni fa abbiamo sottoscritto un codice etico, la Call Rome for AI Ethics. Significa che come professionisti adottiamo un approccio etico e antropocentrico all’intelligenza artificiale, senza delegare funzioni e mantenendo sempre il controllo umano. È questa la garanzia che offriamo ai nostri clienti, che ripongono in noi la loro fiducia».