Salario giusto, Confprofessioni: «Contrattazione collettiva centrale per qualità del lavoro e concorrenza leale»

Oggi in audizione davanti alla commissione Lavoro della Camera, la Confederazione ha sottolineato come il decreto in esame rappresenti un passo importante per promuovere lavoro di qualità, legalità e corretta concorrenza tra imprese. Fondamentale, tuttavia, garantire criteri applicativi chiari. E sui rinnovi contrattuali, una richiesta semplice: basta vacanze contrattuali infinite.

Confprofessioni ha partecipato oggi all’audizione presso la XI Commissione Lavoro della Camera sul disegno di legge di conversione del decreto “Salario giusto” (AC 2911), esprimendo una valutazione positiva dell’impianto del provvedimento. Nel corso dell’intervento, la Confederazione ha sottolineato l’importanza di collegare gli incentivi all’occupazione a obiettivi di qualità del lavoro, stabilità occupazionale e contrasto al dumping contrattuale e salariale.

Particolare apprezzamento è stato espresso per la valorizzazione della contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative quale parametro di riferimento per l’attuazione dell’articolo 36 della Costituzione. Sul punto, è stata evidenziata la necessità di garantire criteri applicativi chiari e uniformi, soprattutto in relazione all’accesso agli incentivi, all’individuazione del contratto collettivo coerente con l’attività svolta dall’impresa e alla definizione del “trattamento economico complessivo”, comprensivo anche di welfare contrattuale e bilateralità.

Sul tema dei rinnovi contrattuali, la Confederazione ha richiamato l’esigenza di favorire dinamiche negoziali tempestive, evitando prolungate vacanze contrattuali.

«Il decreto rappresenta un passo importante per promuovere lavoro di qualità, legalità e corretta concorrenza tra imprese. È fondamentale, altresì, garantire criteri applicativi chiari, assicurare puntualità nell’attuazione delle misure e valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva realmente rappresentativa», ha sottolineato Confprofessioni, confermando la propria disponibilità a contribuire al confronto istituzionale per rafforzare competitività, occupazione e coesione sociale.

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