Strategia per la Parità di Genere 2026–2030: verso un’Europa più equa e inclusiva

La Commissione europea ha varato la Strategia per la Parità di Genere 2026–2030, un nuovo piano d’azione volto a rafforzare l’uguaglianza tra donne e uomini in tutti gli ambiti della società

La parità di genere è un diritto fondamentale sancito dai trattati dell’UE e dalla Carta dei diritti fondamentali , indispensabile per sostenere la democrazia, la coesione sociale e la competitività economica. Con la strategia 2026-2030, la Commissione europea intende rafforzare le politiche già avviate nella precedente strategia 2020-2025 e accelerare i progressi verso una società più equa, in cui donne e uomini possano partecipare pienamente alla vita economica, sociale e politica.

La nuova Strategia 2026-2030 traduce in azioni concrete i principi della “Tabella di marcia per i diritti delle donne” del 2025, confermando l’approccio intersezionale con altre forme di discriminazione. Promuovere una maggiore equità ha anche un valore economico che secondo le stime potrebbe determinare entro il 2050 un aumento del PIL pro capite del 9,6% e oltre 10 milioni di posti di lavoro. Eppure, nonostante i progressi compiuti con le diverse azioni messe in campo dall’Unione Europea, la piena parità di genere resta ancora lontana per almeno altri 50 anni secondo le stime dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE).

Uno dei pilastri della strategia è il rafforzamento della lotta contro la violenza di genere, inclusa quella online. La Commissione sosterrà l’attuazione della direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e del nuovo piano d’azione europeo contro il cyberbullismo adottato nel 2026. Particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione di contenuti deepfake e deepnude, spesso utilizzati per colpire donne e ragazze e per il suo contrasto la Commissione avvierà un dialogo istituzionale con le grandi piattaforme online per di rafforzare la protezione delle utenti nello spazio digitale attraverso le garanzie previste dal Digital Services Act.

Per la prima volta, la salute viene riconosciuta come settore strategico della politica europea per la parità di genere. La Commissione lancerà un’iniziativa con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per un approccio di medicina di genere tesa a migliorare la qualità e l’accesso all’assistenza sanitaria per le donne e per inserire a pieno titolo la dimensione di genere nella ricerca medica, nella diagnosi, nei trattamenti,  nello sviluppo e nell’approvazione dei farmaci in collaborazione con l’Agenzia europea per i medicinali (EMA)  Anche la revisione del regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche, prevista nell’ambito dell’atto legislativo sulle biotecnologie, dovrà essere orientata ad integrare la dimensione di genere.

Ridurre le disuguaglianze economiche tra donne e uomini perché in UE le donne guadagnano ancora circa il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini, mentre il divario pensionistico di genere rimane significativo. La Commissione sosterrà e controllerà l’attuazione negli stati membri della direttiva sulla trasparenza retributiva e collaborerà con la BEI per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprenditrici e rafforzare la presenza femminile nel settore finanziario. E’ previsto un nuovo piano d’azione per le donne nella ricerca, nell’innovazione e nelle start-up con l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile in questi settori, tecnologici e scientifici, e saranno promosse iniziative per incoraggiare anche gli uomini a intraprendere carriere nei settori della sanità, dell’istruzione e dei servizi sociali, contribuendo a una distribuzione più equilibrata delle opportunità professionali. Il processo verso la parità di genere richiede anche il coinvolgimento attivo di uomini e ragazzi e la Commissione studierà reti e narrazioni online rivolte ai giovani uomini, spesso utilizzate per diffondere disinformazione o alimentare la polarizzazione tra i generi, e metterà in campo iniziative per favorire il dialogo e la costruzione di comunità inclusive.

Le donne restano sottorappresentate nelle istituzioni politiche europee e nazionali. La Commissione aggiornerà la mappatura delle misure adottate dagli Stati membri per promuovere la partecipazione femminile alla politica e presenterà una raccomandazione sulla sicurezza in politica, con particolare attenzione alle candidate che sono spesso bersaglio di disinformazione e attacchi online.

La promozione della parità di genere a livello internazionale troverà sostegno nel quarto Gender Action Plan (GAP IV) per il periodo 2028-2034, in un nuovo piano d’azione su donne, pace e sicurezza e nell’iniziativa “SHIELD” volta a migliorare l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva e a sostenere le sopravvissute alla violenza di genere nelle crisi umanitarie.

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