Accordo cigd in Sicilia, ne parla Daniele Virgillito a SudPress | Confprofessioni
Sicilia | 27/03/2020
Accordo cigd in Sicilia, ne parla Daniele Virgillito a SudPress

Accordo cigd in Sicilia, ne parla Daniele Virgillito a SudPress

L’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova l’economia italiana. Il governo centrale sta cercando di limitare i danni con il decreto “Cura Italia”, ma la sua applicazione è soggetta ad accordi regionali. Il 25 è stato raggiunto, al termine di una lunga e animata in videoconferenza, convocata dall’assessore regionale del Lavoro, Antonio Scavone e con la partecipazione dell’Inps, dell’Anpal e i rappresentanti delle forze sociali, datoriali, del mondo delle professioni e del terzo settore più rappresentative, l’accordo per la Cassa integrazione in deroga (Cigd) che riguarda i lavoratori colpiti dalla riduzione o dal fermo delle attività per l’epidemia di Covid-19.

 

Daniele Virgillito, ha partecipato al tavolo coordinato dall’Assessorato del Lavoro per conto di Confprofessioni Sicilia, chi rappresenta?

Conprofessioni si configura come la parte sociale maggiormente rappresentativa del settore degli studi professionali. In questo specifico frangente, Confprofessioni Sicilia ha partecipato come soggetto rappresentativo di tutto l’intero comparto delle libere professioni. Confprofessioni ha sottoscritto, infatti, il CCNL del comparto con le rappresentanze sindacali di Filcams, Fisascat CISL e Uiltucs e ha dato vita a 3 importanti strumenti bilaterali: Cadiprof, (Cassa di Assistenza Sanitaria per i Lavoratori degli Studi Professionali), Ebipro (Ente Bilaterale Studi Professionali) e Fondoprofessioni (Fondo paritetico per la formazione professionale dei lavoratori degli studi professionali). In quanto organizzazione dotata di maggiore rappresentatività, Confprofessioni è presente al Cnel (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) con un proprio rappresentante.

 

Cosa prevede in sintesi l’accordo?

L’accordo quadro è da considerarsi un pregevole risultato soprattutto per la straordinarietà del contesto in cui è maturato e per le non trascurabili difficoltà riscontrate, sia sul piano tecnico che su quello logistico. Avranno diritto ad accedere alla Cassa Integrazione in Deroga tutti quei datori di lavoro privati, compresi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non si applicano le tutele previste in materia di ammortizzatori sociali ordinari, ma che comunque necessitano di supporto a causa dell’emergenza coronavirus. A beneficiare del sussidio saranno anche i lavoratori subordinati degli studi professionali, mentre sono esclusi i dirigenti e i lavoratori domestici

Più specificamente, i datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale Covid-19 per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020, per una durata massima di 9 settimane e, comunque, entro il mese di agosto 2020, limitatamente ai dipendenti già in forza alla data del 23 febbraio 2020.

I periodi per i quali verrà richiesto il trattamento in deroga potranno essere anche non continuativi; inoltre, è riconosciuta ai lavoratori la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.

L’avvio della procedura va esaminato con le organizzazioni sindacali solo nei casi di imprese con numero di addetti superiori a cinque. Solo per tali le aziende è richiesto l’accordo sindacale che potrà essere concluso anche in via telematica, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro. L’esame congiunto deve essere esperito entro tre giorni; se ciò non avviene, il datore di lavoro può comunque procedere presentando istanza di CIGD allegando solo la comunicazione inviata alle OOSS. Tale procedura non è richiesta, invece, per le aziende che occupano fino a 5 dipendenti.

 

Quanti saranno i lavoratori coinvolti in Sicilia?

Durante il tavolo si è discusso anche dei numeri dei potenziali lavoratori che potrebbero venire coinvolti dalla CIGD in Sicilia e si è stimato che le domande potrebbero essere, già in questa prima fase, 40.000 e coinvolgere nell’isola circa 120 mila lavoratori di tutti i settori e di tutte le tipologie contrattuali, anche quelle “atipiche” e i lavoratori degli appalti. Se questo terribile periodo dovesse perdurare il numero di richieste crescerà ancora cosi come il fabbisogno di risorse economiche che attualmente conta 300 milioni. Per far fronte a questa situazione, soprattutto nella nostra Regione ampiamente condizionata dalle strutturali precarie condizioni economiche, il fondo del “Cura Italia” dovrà prevedibilmente essere ulteriormente implementato.

 

Che impatto avrà da un punto di vista economico l’emergenza sanitaria, che ulteriori azioni ritiene necessarie? 

Bisogna non lasciare indietro nessuno, facendo tutto il possibile per evitare che le persone perdano il loro lavoro altrimenti quando riemergeremo dall’emergenza Covid-19 il livello di occupazione potrebbe rivelarsi, soprattutto al sud, drammaticamente ancora più basso, e le famiglie faranno fatica a ritrovare un adeguato equilibrio finanziario. Non è sufficiente, ad esempio, rinviare il pagamento delle tasse: bisogna immettere subito liquidità nel sistema per aiutare i datori di lavoro a superare i drammatici che stiamo tutti attraversando.

 

(Fonte: SudPress)

 

L'accordo è disponibile in allegato.

Allegati
sicilia_accordo_quadro_cigd-covid_19_-25_marzo.pdf
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