Cigd studi professionali, siglato l'accordo | Confprofessioni
Friuli Venezia Giulia | 30/03/2020
Cigd studi professionali, siglato l'accordo

La Regione Friuli Venezia Giulia e le parti sociali hanno siglato l’intesa per lo strumento di sostegno al reddito. Dressi: «In una situazione di emergenza la parola d’ordine dovrebbe essere “semplificare”. Assurdo l’obbligo dell’imposta di bollo»

Via libera alla cassa integrazione in deroga per gli studi professionali del Friuli Venezia Giulia. La Regione e le parti sociali hanno sottoscritto l’accordo quadro ai sensi dell’articolo 22 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (“Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19”).

 

L’intesa prevede l’accesso al trattamento di cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro del settore privato, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalla vigente disciplina in materia di ammortizzatori sociali ordinari, a seguito di sospensione a zero ore ovvero di riduzione dell’orario di lavoro verticale od orizzontale, per periodi, anche non continuativi, complessivamente non superiori a 9 settimane, con decorrenza non anteriore al 23 febbraio 2020 e conclusione non successiva al 31 agosto 2020. Possono beneficiare del trattamento tutti i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, in corso alla data del 23 febbraio 2020.

 

Per i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, prima di presentare la domanda, è prevista la conclusione di un accordo sindacale, anche in via telematica; i datori di lavoro che occupano, invece, fino a 5 dipendenti, devono trasmettere un’informativa, anche in via telematica, alle associazioni sindacali territoriali, anche tramite gli enti bilaterali o le associazioni datoriali. «Nonostante l'eccessivo tempo preso per raggiungere l'accordo – ha commentato il presidente di Confprofessioni Friuli Venezia Giulia, Paolo Dressi – trovo che poco sia stato preso in considerazione di ciò che i professionisti hanno segnalato». «Mi riferisco alla farraginosità delle procedure per la richiesta di cigd che, in un frangente di emergenza come questo, si sarebbero dovute semplificare al massimo – ha spiegato Dressi. Tale farraginosità va dagli accordi sindacali, ove previsti, che dovrebbero aprioristicamente essere confermati nell'interesse dei lavoratori e delle imprese e che portano ad una perdita di tempo ulteriore a quella con cui vengono predisposte le domande, alla formalità assurda dell'assolvimento dell'imposta di bollo su atti indispensabili all'attività sociale».

 

L'accordo è disponibile in allegato.

Allegati
friuli_venezia_giulia_accordo_cig_in_deroga.pdf
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