Covid-19, ANMVI a Speranza: subito il piano vaccinazioni | Confprofessioni
ANMVI | 31/10/2020
Covid-19, ANMVI a Speranza: subito il piano vaccinazioni

Dal sito ANMVI

Dopo le dichiarazioni del Direttore Esecutivo dell'EMA, l'ANMVI si è nuovamente rivolta al Ministro della Salute per chiedere che i Medici Veterinari rientrino nelle categorie garantite e che venga predisposto "subito" un piano di vaccinazione, "per non perdere 4 o 5 mesi in una campagna di vaccinazione non ben allestita". I virgolettati sono di Guido Rasi: "Primi vaccini tra gennaio e febbraio". In tutta la UE "servono 500-600 milioni di dosi". Nel 2021 ce ne saranno "abbastanza".

"Se tutto andrà liscio potremo autorizzare i primi vaccini tra gennaio e febbraio". L'ha dichiarato il Direttore Esecutivo dell’EMA Guido Rasi aggiungendo però di essere "molto preoccupato, perchè non vedo preparare i piani nazionali per la distribuzione". Di più: "Se i governi non preparano subito piani per la vaccinazione rischiamo di rallentare il processo di 4-5 mesi e di pagare l'inazione, così come oggi scontiamo alcuni errori del passato".

 

Con una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza, l'ANMVI è tornata a sollecitare l'adozione di un piano vaccinale come quello del comune vaccino stagionale, che include proattivamente e gratuitamente i Medici Veterinari, in quanto rientranti nelle categorie professionali tutelate dal Ministero della Salute. La reiterazione della richiesta fa seguito agli autorevoli aggiornamenti del Direttore Esecutivo dell'EMA sulla effettiva disponibilità del vaccino anti-Covid, a proposito di tempistiche e quantità.

 

Il piano-Rasi- Microbiologo di formazione, Guido Rasi, da 9 anni, guida l'Agenzia Europea dei Medicinali l'organismo che autorizza l'immissione in commercio in Europa di tutti i medicinali, umani e veterinari, compresi i  vaccini anti-Covid destinati alla popolazione europea. Di fatto, nella sua intervista all'inviato di Repubblica ad Amsterdam, Alberto D'Argenio, Rasi ha dettato il suo piano vaccinale contro la pandemia.

Quanti vaccini servono in Europa- "Per vaccinare 400milioni di persone servono 500-600 milioni di dosi e averle tutte entro la fine del 2021 non sarà possibile".

 

Quali vaccini-  "Sapremo all'ultimo se saranno approvati vaccini che prevengono la trasmissione del virus o la malattia, dunque se avremo meno asintomatici che potranno ancora trasmettere il virus. Così come sapremo solo dopo 4-6 mesi la durata reale dell'immunità. I piani nazionali servono proprio per rispondere rapidamente a queste variabili e perchè siano efficaci vanno preparati subito".

 

Primi mesi del 2021- Rasi ritiene "improbabile che le case farmaceutiche completino l'iter di approvazione entro l'anno. Sono le aziende: Moderna, AstraZeneca e Pfizer. "Se entro fine novembre, ci manderanno informazioni chiare e inequivocabili potremo farcela tra fine gennaio e inizio febbraio". A vaccino in commercio "si potrebbe iniziare a vaccinare subito le categorie a rischio".

 

Metà 2021- Rasi ipotizza che "entro l'estate avremo abbastanza vaccini per vedere gli effetti sulla pandemia".

 

Fine 2021-  "Bisogna spiegare alle persone che il vaccino è sicuro, che non è una panacea ma l'inizio della fine della pandemia e dunque per diversi mesi dovremo continuare con distanziamento e mascherine. Sicuramente a fine 2021 avremo una vita molto più gestibile".

 

Immunità di massa- "Oggi non è possibile prevedere quando arriveremo all'immunità di massa, ma sono certo che sconfiggeremo il virus. La velocità dipende dall'efficienza dei vaccini, dalla bontà dei piani vaccinali dei governi e da quelli di comunicazione mirata  a convincere le persone  a vaccinarsi. Potremo arrivare a sconfiggere del tutto il virus SARS CoV-2 con un'immunità di massa oppure le sue mutazioni  potrebbero renderlo simile alla normale influenza con la necessità di preparare un vaccino all'anno".

 

Sicurezza del vaccino-  "Il vaccino provocherà i classici effetti collaterali come febbricola o dolore al braccio. E' improbabile che ci saranno morti per il vaccino. Ma è possibile che ci saranno morti per altre cause, il che è ben diverso, ma non meno difficile da gestire mediaticamente. I governi si devono preparare a farlo".

 

 

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