COVID-19, il numero uno del Ceplis scrive alle istituzioni europee | Confprofessioni
16/03/2020
COVID-19, il numero uno del Ceplis scrive alle istituzioni europee

Riportiamo la lettera del presidente del Consiglio Europeo delle Libere Professioni, Gaetano Stella, sull'emergenza Coronavirus. Richieste urgenti misure di sostegno a pmi, studi professionali e operatori sanitari impegnati in prima linea

European Council of the Liberal Professions

Coudenberg 70

1000 Brussels

Belgium Tél.: + 32 2 511 44 39

[email protected] http://www.ceplis.org

 

 

 

Brussels, 12th  March 2020

 

 

 

Egregio Onorevole,

 

 

Le rivolgo questo appello in qualità di Presidente del Consiglio europeo delle libere professioni, l’organismo che riunisce milioni di liberi professionisti, che operano nell’ambito della salute e della sanità, della giustizia e del diritto, dell’economia e del lavoro in tutta Europa. In questi giorni, il mio Paese d’origine, l’Italia, e molti altri Stati membri stanno affrontando una pandemia - spesso discussa nel recente passato dalle Istituzioni europee senza risultati concreti - causata dalla diffusione fulminea e senza frontiere del virus Covid-19.

 

Stiamo vivendo in uno stato di guerra contro un nemico invisibile, che ogni giorno si estende e miete vittime. Troppe vittime. In prima linea ci sono moltissimi miei colleghi, miei amici con i loro camici e le loro mascherine: medici, infermieri, farmacisti, specialisti in medicina di analisi e di laboratorio.

Affrontano il virus con straordinaria professionalità e con quell’abnegazione che discende da valori morali ed etici per salvare il maggior numero possibile di persone e limitare l’impatto del virus. L’emergenza non dà tregua e non c’è molto tempo per discutere e dibattere, quando c’è in gioco la vita delle persone.

 

In questi giorni molti medici hanno condiviso con noi un profondo disagio, uno smarrimento che spesso diventa uno stato d’animo assai vicino all’isolamento, alla paura. Molti di loro ci chiedono ma l’Europa? Che cosa sta facendo l’Europa per sostenerci? Dov’è lo spirito comunitario, la solidarietà, il coordinamento tra i Paesi dell’Europa unita? Come è possibile che la terza economia dell’Unione europea abbia raggiunto questo stadio? Che cosa stanno facendo i nostri leader a Bruxelles per assicurarsi che altri Stati membri non siano condannati allo stesso nostro destino?

 

Sì, è vero. L’assistenza sanitaria e le politiche in materia di salute e sanità rientrano nel principio di sussidiarietà, una questione riservata alla sovranità degli Stati membri. Ma non possiamo più fingere di essere una Unione, se non riusciamo a trovare risposte comuni a minacce comuni di tale portata.

 

Tra tutte le Istituzioni europee, Voi in particolare rappresentate direttamente tutti i cittadini dell’Unione, siano essi medici o pazienti. È quindi a voi che rivolgo la richiesta dei miei colleghi: inviateci un messaggio forte di coesione, il prima possibile. Richiedete misure collettive per sostenere le nostre economie; le nostre piccole e medie imprese e gli studi professionali che non riescono più a sopportare l’onere di questa emergenza; i nostri cittadini sani e malati e chi li cura con devozione che non desiderano che le loro sofferenze e i loro sforzi siano vani. Di fronte a questa emergenza che sembra non avere mai fine, una Vostra decisa presa di posizione, perfino una risoluzione, può fare la differenza.

 

Sono certo che vorrà probabilmente raccogliere questa mia accorata sollecitazione, per l’Italia e per l’Europa.

 

 

 

 
   

Gaetano Stella

President of Ceplis

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Allegati
lettera_covid_a_istituzioni_europee.pdf
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