Oltre 5mila euro l'anno in meno alle lavoratrici madri | Confprofessioni
30/10/2020
Oltre 5mila euro l'anno in meno alle lavoratrici madri

I dati che emergono dal rapporto INPS 2020 evidenziano le differenze contrattuali e di retribuzioni tra donne con e senza figli

Le donne con figli guadagnano fino a 5700 euro in meno all'anno rispetto a quelle senza figli, a parità di età e competenze.

 

Questo quanto emerge dal Rapporto Annuale INPS, presentato il 29 ottobre alla Camera dal presidente dell'Istituto, Pasquale Tridico. Per le mamme i salari settimanali crescono del 6% in meno, le settimane lavorate in meno sono circa 11 all’anno e l’aumento di contratti part-time è quasi triplo rispetto a quello delle donne senza figli. "Gli effetti della maternità sono pertanto evidenti e si manifestano non solo nel breve periodo, ma persistono anche a diversi anni di distanza dalla nascita del figlio" - si legge nel Rapporto.

 

Nella sua relazione a Montecitorio, Tridico ha evidenziato poi la correlazione positiva tra congedi parentali erogati ai padri nel periodo 2012-2018 (697.406 nel periodo 2013-18) e l’offerta di lavoro femminile, segnale del successo dei cambiamenti legislativi di incentivazione alla fruizione dei congedi da parte dei padri.

 

Il documento continua con un’analisi preliminare sugli impatti del Jobs Act, da cui risulta come la maggiore insicurezza lavorativa sia associata ad una riduzione della fertilità: "I risultati mostrano che prima della riforma le donne (di età compresa tra i 16 e i 46 anni) assunte nelle imprese più grandi avevano una maggiore probabilità di avere figli di circa un punto percentuale in più rispetto alle donne occupate nelle piccole imprese (sotto i 15 dipendenti)" - si legge. "Differenza che si è sostanzialmente annullata con l'adozione del Jobs Act, contemporaneamente a un calo generalizzato della fertilità per entrambe le categorie".

 

Alla luce di questi dati, l'INPS suggerisce l'utilità di prevedere un incentivo post-gravidanza per le donne che rientrano a lavoro, nella forma di uno sgravio contributivo, "aiutando così l’occupazione femminile e riducendo le possibilità di indebite pressioni sulle scelte delle lavoratrici". Per ogni neoassunta,entro tre anni dall'assunzione,che vada in maternità e rientri al lavoro, l'azienda otterrebbe un esonero contributivo per tre anni.

 

Scopri di più sul Rapporto: https://bit.ly/3ecj2yJ