Superbonus anche per i professionisti – Sì...Però! | Confprofessioni
02/03/2021
Superbonus anche per i professionisti – Sì...Però!

Il Pronto Fisco di marzo a cura di Lelio Cacciapaglia e Maurizio Tozzi

In un precedente contributo abbiamo tracciato in via generale i lineamenti del superbonus 110%. In questa occasione cerchiamo di fornire indicazioni circa la possibilità da parte dei professionisti di accedere all’agevolazione che, in via di principio, è (sarebbe) prevista solo per le persone fisiche private. Tuttavia, nelle maglie della norma ci sono degli spiragli che è importante saper sfruttare.

A tale riguardo occorre distinguere tra sisma- bonus e eco-bonus.

 

 

Ecobonus - generalità

Come noto, la detrazione del 110% compete nei limiti previsti, per i seguenti interventi:

  • specifici interventi di riqualificazione energetica definiti come “trainanti” o principali (cappotto dell’edificio e sostituzione impianto di climatizzazione invernale), individuati nel comma 1 dell’articolo 119 del DL 34/2020;
  • interventi definiti come “trainati” (che presuppongono l’esecuzione “congiunta” degli interventi principali): si tratta del rinvio operato dal successivo comma 2 alla generalità degli  interventi di efficientamento energetico previsti dall’articolo 14 D.L. 63/2013 quali ad esempio la sostituzione degli infissi, le schermature solari etc, nonché dell’installazione di impianti solari fotovoltaici di cui all’articolo 119, comma 5 del DL 34/20, dei relativi sistemi di accumulo (successivo comma 6) e delle colonnine di ricarica (successivo comma 8).

Gli interventi (anche combinati tra loro), devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità situate all’interno di edifici plurifamiliari indipendenti (se impossibile, è richiesto il raggiungimento della classe energetica più alta: è il caso in cui l’intervento viene eseguito su un edificio che è nella penultima (terzultima) classe energetica.

A tal fine, serve il rilascio di un APE ante e post intervento, nella forma di dichiarazione asseverata, rilasciata da un tecnico che non ha seguito i lavori (requisito dell’indipendenza).

In merito deve però richiamarsi anche il nuovo comma 1-quater del citato articolo 119, che espressamente prevede: “Sono compresi fra gli edifici che accedono alle detrazioni di cui al presente articolo anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica perche' sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purchè al termine degli interventi, che devono comprendere anche quelli di cui alla lettera a) del comma 1, anche in caso di demolizione e ricostruzione o di ricostruzione su sedime esistente, raggiungano una classe energetica in fascia A”.

Si è in attesa di primi chiarimenti da parte dell’amministrazione finanziaria sul punto, ma è di tutta evidenza che trattasi di una novità normativa di assoluto rilievo, che sembra superare anche l’assunto storico sempre riscontrato in via interpretativa sugli interventi di risparmio energetico classici (ossia quelli agevolati nella misura del 65%), afferente la necessità di un precedente impianto di climatizzazione invernale: trattandosi di edifici di fatto non completati, è abbastanza ovvio che al ricorrere dei requisiti previsti dal richiamato comma 1-quater tale condizione di preesistenza di un impianto non ha più ragione di esistere.

 

 

Ecobonus - beneficio solo per persone fisiche

La Circolare n. 24 dell’8 agosto 2020 dell’agenzia delle entrate, per quel che qui interessa, precisa che il comma 9 dell’articolo 119 del Decreto legge n. 34/2020 nel delineare l’ambito soggettivo di applicazione prevede che questa si applica “alle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio …(omissis) … di arti e professioni”. 

Non è un bell’esordio.

La circolare prosegue facendo presente che “Con la locuzione al di fuori dell'esercizio di …(omissis)… arti e professioni, il legislatore ha inteso precisare che la fruizione del Superbonus riguardi unità immobiliari (oggetto di interventi qualificati) non riconducibili ai beni strumentali per l'esercizio di arti o professioni (articolo 54, comma 2, del TUIR). Ne consegue che, la detrazione spetta anche ai contribuenti persone fisiche che svolgono arti e professioni, qualora le spese sostenute abbiano ad oggetto interventi effettuati su immobili appartenenti all'ambito "privatistico".

Bella scoperta ci mancherebbe che svolgere una professione debba risultare di per se invalidante ai fini del superbonus.

Andiamo avanti: fino a qui nulla di che.

 

 

Ecobonus – apertura per i professionisti con studio collocato in condominio

La circolare prosegue (qui iniziano le buone notizie) chiarendo che “La norma stabilisce, inoltre, che tale limitazione riguarda esclusivamente gli interventi realizzati su unità immobiliari, in quanto …(omissis)… gli esercenti arti e professioni possono fruire del Superbonus in relazione alle spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici in condominio, qualora gli stessi partecipino alla ripartizione delle predette spese in qualità di condòmini. In tal caso, la detrazione spetta, in relazione agli interventi riguardanti le parti comuni, a prescindere dalla circostanza che gli immobili posseduti o detenuti dai predetti soggetti siano immobili strumentali alle attività di impresa o arti e professioni.“.

Si comincia a ragionare!

E’ bene precisare che il presupposto è che l’edificio condominiale sia comunque composto prevalentemente da unità immobiliari residenziali sulla base dei metri quadrati degli appartamenti. La prevalenza nel fabbricato di unità immobiliari non residenziali, infatti, fa si che solo i proprietari delle abitazioni possano sfruttare il superbonus.

Nel qual caso per il nostro professionista nulla da fare.

Dunque, se il professionista possiede un immobile (lo studio professionale), a prescindere dalla categoria catastale (A10 ufficio, A3 abitativo, C1 negozio fronte strada) e questo fa parte di un condominio (inteso con immobile che contiene almeno due unità abitative, facenti capo ad almeno due proprietari), allora il professionista potrà ottenere la super detrazione del 110%, sulle spese riferite agli interventi trainanti (cappotto e caldaia) sostenute in base ai millesimi di proprietà e addebitate dall’amministratore del condominio. Tanto premesso, se si tratta di condominio minimo dove non è necessario il codice fiscale e la nomina di un amministratore, i condomini si potranno accordare chiedendo alla ditta che realizza i lavori una fattura in base ai millesimi e ognuno si paga la sua.

E’ bene precisare che nessun intervento trainato (infissi, pannelli fotovoltaici, accumulatori e colonnine di ricarica) ha il super bonus 110%, perchè tale privilegio riguarda solo gli immobili abitativi delle persone fisiche non esercenti arti e professioni.

Merita, altresì, di essere ricordato che i contribuenti persone fisiche possono beneficiare del Superbonus 110% relativamente alle spese sostenute per interventi realizzati su massimo due unità immobiliari. Tale limitazione non si applica, invece, alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio. Ebbene, tale concessione riguarda anche il lavoratore autonomo che potrebbe avere magari 4-5 studi (in condominio) in città diverse e tutti afferenti l’attività professionale. Si ricorda che nello stesso comune il lavoratore autonomo può detrarre le spese di un solo studio.

Anche sul punto è bene richiamare una novità normativa recata dalla manovra per il 2021, che ha modificato la lett. a) del comma 9 del DL 34/20, precisando che il 110% spetta anche per gli interventi eseguiti con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unita' immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario persona fisica o in comproprietà da più persone fisiche.

Tradotto in termini pratici e fermo restando il requisito della “prevalenza” residenziale dapprima illustrato, il legislatore ha parzialmente limitato il problema dell’esistenza di un formale condominio: infatti in edifici con 4 immobili (si immagini con 3 immobili residenziali e uno uso ufficio), laddove vi siano più proprietari, si può accedere al 110% per gli interventi sugli spazi comuni, con possibilità per il professionista che possiede l’immobile A10 di fruire del beneficio fiscale (si ribadisce, limitatamente all’ammontare delle spese per gli spazi comuni che gli vengono addebitati, senza estensione del beneficio alle spese eseguite direttamente sul solo A10).

 

 

Ecobonus – studio in villetta a schiera

In conclusione, il professionista non potrà fruire del superbonus laddove lo studio professionale dovesse essere collocato in una villetta o per dirla con la Circolare n. 24/2020 in un edificio unifamiliare laddove questo è da intendersi come “un’unica unità immobiliare di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare”. S’intravedono anche seri ostacoli all’accesso al superbonus laddove lo studio professionale sia collocato nell’ambito di un condominio, ma si riferisca ad una villetta a schiera: in questo, caso, infatti, l’agenzia delle entrate ha chiarito che l’unità immobiliare è da considerarsi autonoma a non facente parte del condominio. Non è una bella notizia (ma solo per i professionisti, poiché per i privati costituisce invece una grande importante apertura).

Concludiamo facendo però presente che se la villetta è utilizzata dal professionista ad uso promiscuo (casa-ufficio) può fruire dell’ecobonus 110% sul 50% della spesa (quella riferita alla sfera privata).

 

 

Ecobonus – principio di cassa

Ricordiamo che la detrazione segue la regola di cassa posto che questo è il sistema di imputazione delle spese per la categoria. Più in particolare, per gli esercenti arti e professioni, si deve fare riferimento alla data dell'effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a luglio 2019, con pagamenti effettuati sia nel 2019 che nel 2020 e 2021, consentirà la fruizione del solo con riferimento alle spese Superbonus sostenute nel 2020 e 2021.

Nella circolare n. 30/2020 assistiamo ad una risposta dell’agenzia ad una specifica domanda.

5.1.1 Con riferimento all’applicazione del criterio di cassa o di competenza, in caso di sconto in fattura, si può fare riferimento - in luogo della data dell’effettivo pagamento - alla data di emissione della fattura da parte del fornitore?

Ebbene, l’agenzia risponde che per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, occorre fare riferimento al criterio di cassa e, quindi, alla data dell'effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Ovviamente tale chiarimento è fondamentale nelle ipotesi di interventi eseguiti su unità immobiliari ad “uso promiscuo”. Per quanto concerne invece il superbonus per interventi condominiali, la parte di risposta che conta è la seguente: “Inoltre, nel medesimo documento di prassi, si è precisato che per le spese sostenute da soggetti diversi dalle imprese individuali, dalle società e dagli enti commerciali, relative ad interventi sulle parti comuni degli edifici, rileva, ai fini dell'imputazione al periodo d'imposta, la data del bonifico effettuato dal condominio, indipendentemente dalla data di versamento della rata condominiale da parte del singolo condomino.”.

 

 

Sismabonus – sostenimento spese consolidamento antisismico

Anche per quanto riguarda i lavori di consolidamento antisismico, l’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 è intervenuto, prevedendo al comma 4 la super detrazione del 110%. In questa sede riferiamo le particolarità che lo contraddistinguono per i liberi professionisti.

La norma base di riferimento (prima di parlare del 110%) è l’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 il quale dispone che la detrazione spetta “1-bis. Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del TUIR, le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo la data di entrata in vigore della presente disposizione (leggasi, 1/7/2017), su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) di cui all'ordinanza del PCM n. 3274 del 20 marzo 2003, riferite a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive, nella misura del 65%, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.”.

La norma base ora riportata ci interessa in questa sede solo per rilevare che non conta la categoria catastale dell’immobile ma come lo si utilizza. La Circolare n. 24 del 18 settembre fornisce qualche spunto in più che, comunque, sembra confermare il disposto letterale della norma: Per il tipo di utilizzo, rileva la circostanza che la costruzione sia adibita “ad abitazione principale o ad attività produttive”, con ciò privilegiando gli immobili in cui è maggiormente probabile che si svolga la vita familiare e lavorativa delle persone.”. Continua la circolare chiarendo che “Per costruzioni adibite ad attività produttive, stante la particolare finalità della disposizione in esame di tutela delle persone prima ancora che del patrimonio, si intendono le unità immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.”. Anche la Riposta a quesito n. 231/2020 è del medesimo tenore.

In conclusione sembra potersi affermare che il professionista il quale possiede un immobile (seppure) categoria catastale abitativa in cui vi svolge l’attività professionale, può fruire del sisma bonus e, dunque, della super detrazione del 110%.

E’ utile ricordare che nei comuni colpiti da eventi sismici successivi post 1/4/2009, il superbonus per lavori antisismici (110%) spetta solo per l’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione.

Il limite di spesa, inoltre, è aumentato del 50% (dunque 96.000 + 50% = 144.000 euro) per gli interventi di ricostruzione nei comuni colpiti dal sisma “Abruzzo” del 2009 e “Italia Centrale” del 2016, nonché da eventi sismici successivi al 2008 per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza.

 

 

Nuove tempistiche

Si ricorda che il super sisma bonus (110%) è fruibile in relazione a spese sostenute per un arco temporale più ampio di quello previsto per la ordinaria detrazione da sismabonus (65-70-80% edifici non condominiali; 75-85% edifici condominiali). Vale a dire che il 110% compete non solo fino al 31 dicembre 2021, ma anche per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022, oppure fino al 31 dicembre 2022 se alla data del 30 giugno il condominio ha eseguito almeno il 60% dell’intervento complessivo. Per quanto riguarda il 110% per gli interventi di risparmio energetico, i limiti di riconoscimento del beneficio al 110% sono stati estesi in egual misura.

La detrazione del 110% per le spese sostenute nel 2022 è fruibile in 4 quote annuali di pari importo, mentre le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 la detrazione del 110% compete in 5 anni in parti uguali.

 

 

Acquisto di immobili antisismici ceduti da impresa di costruzione

La disposizione sull'acquisto di immobili antisismici, pur avendo alcuni elementi di analogia con il c.d. "sisma bonus", si differenzia da quest'ultimo in quanto i beneficiari dell'agevolazione sono gli acquirenti delle nuove unità immobiliari (demolite e ricostruite) acquistate entro 16 mesi dalla conclusione dei lavori e la detrazione è calcolata sul prezzo di acquisto di ciascuna delle predette unità per un importo massimo di euro 96.000 per ogni unità immobiliare. La risposta n. 213/2020 dell’agenzia delle entrate ha chiarito che l’acquirente dell’unità immobiliare (la vendita deve avvenire dall’impresa che ha provveduto ad abbattere e ricostruire l’immobile) non necessariamente deve essere una persona fisica ben potendo essere un soggetto imprenditore (e allora perché non un professionista?).

Inoltre, l’agenzia delle entrate, richiamando la sentenza della Corte di Cassazione 12 novembre 2019, n. 29162, nel precisare che la sentenza riguarda l’ecobonus ma per coerenza può riferirsi anche al sismabonus, ha chiarito che la categoria catastale è ininfluente e che l’impresa può destinare l’unità immobiliare a bene strumentale, patrimoniale o bene merce. E allora, va da se il professionista che ha acquistato l’ufficio ha diritto alla detrazione sia esso un categoria catastale A10 ovvero categoria catastale abitativa, posto che ciò che conte è che vi svolga all’interno la propria attività professionale. La cosa spiacevole, come chiarito dalla risposta n. 70/2021 dell’agenzia delle entrate è che al nostro professionista non compete la detrazione del 110% (riservata agli acquirenti persone fisiche di case) ma quella del 75% o 85% a seconda della riduzione di una o due classi sismiche.

 

 

Sismabonus - modalità di pagamento

I professionisti, devono eseguire il pagamento mediante il bonifico cd “parlante”, cioè con bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del bonifico (sul bonifico cd “parlante”, la banca/posta opera la ritenuta dell’8%). Se si tratta di immobili condominiali rileva, invece, come nell’ecobonus, la data del pagamento delle spese da parte dell’amministratore del condominio.

 

 

Eco o sisma – lo sconto in fattura e la cessione del credito

In alternativa alla fruizione della detrazione, il professionista per le spese sostenute nel 2020 e 2021 (non per quelle sostenute nel 2022) può optare alternativamente per:

  • lo sconto diretto in fattura concesso dalla ditta che esegue i lavori;
  • la cessione a terzi di un credito d’imposta di pari importo alla detrazione (110%).

Come previsto dall’articolo 121 D.L. 34/2020, tali disposizioni sono applicabili per le spese sostenute nel periodo indicato (2020 e 2021) “in deroga” a quelle specifiche (ordinarie) previste a regime che, si ricorda, sono più restrittive in quanto la cessione della detrazione può avvenire solo nei confronti del fornitore o di altri soggetti privati collegati, al massimo per due cessioni e con esclusione delle banche.

 

 

Sconto diretto in fattura

Il professionista committente dei lavori antisismici può optare per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, a seconda dei casi pari al 70-85% o, in caso di superbonus 110% di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso (escluso Iva), anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati. Il fornitore recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito. Lo sconto non riduce l’imponibile ai fini IVA e deve essere espressamente indicato in fattura con l’indicazione “sconto praticato ai sensi dell’articolo 121 D.L. 34/2020”.

 

 

Esempio

  • Il professionista Gagliardo Valente sostiene nel 2021 una spesa di 120.000 oltre Iva 10% per intervento sismico con miglioramento di due classi di rischio del proprio studio;
  • ha diritto ad una detrazione IRPEF del 110%, su un importo di 96.000 euro pari a euro 105.600.
  • L’impresa edile Appalti Srl che ha eseguito il lavoro concede lo sconto diretto in fattura per l’intero importo della detrazione. Pertanto, Appalti srl: 
    • Emette una fattura di euro 120.000+12.000 = 122.000 euro
    • Concede lo sconto per euro: 96.000 * 85% = 81.600 euro
    • Riceve dal dr. Valente la differenza pari a 40.400 euro.
    • Diventa titolare di un credito d’imposta di euro 81.600, che potrà cedere ulteriormente a terzi o compensare in F24.

A tal fine, il dott. Valente trasmette la comunicazione telematica di opzione per lo sconto all’Agenzia delle entrate.

 

 

Cessione del credito

Il professionista committente dei lavori antisismici, titolare della detrazione 85% può cedere quest’ultima a qualunque soggetto terzo (banca, fornitore o altri). Il cessionario può utilizzare in compensazione orizzontale il credito (cioè, in F24) con la stessa ripartizione temporale del beneficiario, o cederlo a sua volta.