NIENTE DI NUOVO DI NUOVO SUL FRONTE ANTITRUST | Confprofessioni

NIENTE DI NUOVO DI NUOVO SUL FRONTE ANTITRUST

06/05/2009

La relazione del garante delude i liberi professionisti: posizioni che non rispecchiano le nuove dinamiche delle attività intellettuali

L’ultima relazione del Garante della Concorrenza e del Mercato, datata 21 marzo, non aggiunge nulla di nuovo allo scenario e alle prospettive del sistema professionale in Italia. Rimangono in essere i soliti pregiudizi e i tentativi surrettizi di porre mano al sistema delle professioni. In cinque mosse, l’Antitrust ha suggerito al Legislatore come completare il processo di liberalizzazione delle professioni. Le tesi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) sono tanto annunciate quanto dirompenti e vanno dritte al cuore della Legge Bersani. Una legge incompiuta che dovrebbe essere emendata in cinque punti:

  1. l’abolizione delle tariffe minime o fisse;
  2. l’abrogazione del potere di verifica della trasparenza e veridicità della pubblicità esercitabile dagli ordini;
  3. l’istituzione di lauree abilitanti;
  4. lo svolgimento del tirocinio durante il corso di studio;
  5. la presenza di soggetti ‘terzi’ negli organi di governo degli ordini.

Correggere le fughe in avanti. L’Antitrust torna sul tema delle tariffe e dell’accesso alla professione, vecchi cavalli di battaglia dell’Agcm, che non rispecchiano più le nuove dinamiche delle attività professionali in Italia e in Europa. Le liberalizzazioni di Bersani sul fronte delle tariffe hanno prodotto pesanti distorsioni sul mercato professionale. L’intento di salvaguardare gli interessi dei cittadini è fallito, in compenso ha indebolito i professionisti che ora si trovano da soli a fronteggiare una crisi mai vista.
Secondo Confprofessioni, il Governo deve muoversi rapidamente per riaffermare il ruolo e le funzioni che le attività intellettuali svolgono in Italia. Attraverso il riordino delle professioni, i Ministeri della Giustizia, del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, gli unici soggetti istituzionali deputati al controllo e alla vigilanza degli Ordini hanno l’opportunità di correggere le fughe in avanti del passato, ma anche di scongiurare l’ipotesi di un controllo esterno sugli enti.
“Albi e Ordini sono già sotto il controllo dei Ministeri- ha dichiarato il Presidente Gaetano Stella- “demandare il loro controllo a imprecisate figure esterne renderebbe il sistema ordinistico ancora più farraginoso, dispendioso e senza alcuna garanzia per i cittadini”.

Troppo pochi i laureati. Sul fronte dell’accesso alla professione, fortemente contestato dall’Antitrust, la linea di Confprofessioni è da sempre chiara: “la prestazione intellettuale si fonda sulla formazione sull’aggiornamento e sulla competenza individuale - dice Stella - non è una questione di mezzi”. In Italia abbiamo il più basso indice di laureati rispetto agli altri Paesi europei, un ritardo cronico, che si accompagna a un problema sociale legato alla permanenza prolungata dei giovani presso le famiglie. Inoltre, la polverizzazione dei corsi di laurea in tutta Italia non ha migliorato la preparazione accademica dei giovani, bensì ha determinato un abbassamento degli standard formativi e culturali scatenando una massiccia disoccupazione intellettuale a tutti i livelli.