Rapporto sulle libere professioni in Sardegna: «A breve interventi per i professionisti» | Confprofessioni
Sardegna | 09/04/2021
Rapporto sulle libere professioni in Sardegna: «A breve interventi per i professionisti»

Susanna Pisano (Confprofessioni Sardegna): «Ora un piano straordinario per tutte le lavoratrici»

«La presentazione del 2° Rapporto sulle libere professioni in Sardegna è certamente un’occasione per farci conoscere dalle Istituzioni regionali, che talvolta faticano a realizzare cosa rappresentano i liberi professionisti e quanto pesano dal punto di vista produttivo nella realtà dei territori, ma anche per chiederci cosa possiamo fare noi per la Regione Sardegna, con la trasversalità delle competenze del comparto libero professionale». Con queste parole Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha introdotto il webinar sul II Rapporto sulle libere professioni in Sardegna, il confronto, moderato da Giovanni Francavilla, giornalista e direttore media di Confprofessioni, che ha visto la partecipazione di Susanna Pisano, Presidente Confprofessioni Sardegna, Giampietro Comandini, Vice Presidente Consiglio Regionale, Alessandra Zedda, Assessora Regionale al Lavoro, Roberto Doneddu, autorità di gestione POR FSE 2014/2020 Sardegna, Gianluca Cadeddu, Centro Regionale di Programmazione, Michele Carrus, Segretario Generale CGIL Sarda e Francesca Ticca, Segretaria Generale UIL Sardegna. 

 

«È fondamentale ripartire dalle conoscenze e dall’entusiasmo dei professionisti per riprendere insieme, con l’aiuto delle vostre competenze, l’opera di ricostruzione del Paese e dei territori regionali dopo la pandemia» - ha commentato Giampietro Comandini, Vice Presidente del Consiglio Regionale sardo, primo a prendere la parola. «Ci impegniamo ora ad attivare attraverso la programmazione misure ad hoc per il mondo libero-professionale, anche grazie all’utilissima mole di dati contenuta nel Rapporto sulle libere professioni in Sardegna, strumento irrinunciabile per il Consiglio Regionale e necessario per definire la Programmazione».

 

L’importanza di essere riconosciuti dalla politica è la priorità per l’avvocata Susanna Pisano, presidente di Confprofessioni Sardegna: «I professionisti sono al servizio della società, ma la società deve riconoscerne il ruolo e le competenze. Auspichiamo attraverso il Rapporto di farci conoscere dalle Istituzioni, per capire come possiamo contribuire al progresso del tessuto sociale, ma anche per indicare quali sono gli interventi destinati al nostro mondo che ci aspettiamo dalla politica, sia nazionale, sia regionale».

 

Non si è fatta attendere la risposta da parte di Gianluca Cadeddu, Centro regionale di Programmazione della Sardegna: «Per noi è prioritario dare ascolto alle esigenze dei professionisti, che danno un contributo eccezionale non solo al tessuto sociale in genere, ma anche alla stessa realizzazione della Programmazione da cui in un primo momento erano stati ingiustamente esclusi» - ha dichiarato. «La Sardegna è stata invece una delle prime regioni ad aprire i bandi regionali ai professionisti e anche oggi al Fondo che abbiamo istituito per la ripartenza hanno accesso i liberi professionisti al pari delle imprese: non esiste un’economia che possa procedere senza la consulenza dei professionisti, che hanno responsabilità importanti per il tessuto produttivo e per la pubblica amministrazione e che devono essere trattati da protagonisti». 

 

Sullo stesso tono il contributo di Roberto Doneddu, direttore generale assessorato al lavoro e Autorità di gestione POR FSE 2014/2020: «Avere la responsabilità di gestire il Fondo Sociale Europeo significa continuamente intercettare nuove tematiche ed esigenze per rendere gli interventi sempre più semplici ed efficaci, per questo il Rapporto Confprofessioni sarà per noi uno strumento fondamentale» - ha commentato. «Oggi in particolare stiamo lavorando per rifinanziare l’intervento Conciliando, il progetto a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, o per lavorare a un intervento molto simile» - ha aggiunto. «Ci sono le risorse, e bisogni conclamati a cui è responsabilità della politica dare risposta».

 

«Nel mondo del lavoro vediamo prevalere discrasie economico e sociali che vanno anche oltre la pandemia. A dover essere totalmente ripensato è il modello economico di un mondo che è sempre più veloce e in cui si fatica a pensare al futuro» - ha dichiarato Alessandra Zedda,  Assessora regionale al lavoro. «Per tornare alla nostra realtà, sappiamo di dover dare risposte ai professionisti, e promettiamo che interverremo non solo con la programmazione 2021/2027 ma anche con i fondi regionali. Non dobbiamo dimenticare chi fa libera professione e sostiene la società, la politica, la pubblica amministrazione, anche gli stessi bandi. Mi impegno a soddisfare a breve il mondo delle professioni sarde».

 

La parola è passata poi alle parti sociali, con l’intervento di Michele Carrus, Segretario generale Cgil Sarda, che propone di «ripensare il sistema dei titoli di studio, per strutturare in modo più appropriato il tirocinio, fondamentale per l’accesso alle professioni qualificate», e di Francesca Ticca, Segretaria Uil Sardegna, che auspica la costruzione di indirizzi e idee nuove per fare sintesi e mettere insieme idee e proposte innovative per lo sviluppo del comparto libero-professionale. 

 

A concludere l’evento la Presidente di Confprofessioni Sardegna Susanna Pisano, con una riflessione sulle professioniste: «Abbiamo bisogno di investire sul lavoro delle donne, e realizzare un piano straordinario che riguardi tutte le lavoratrici, autonome, professioniste e dipendenti. La Sardegna, patria del matriarcato, ha una grande risorsa nelle donne, e mi appello a tutti per un impegno concreto per sviluppare e sostenere il lavoro femminile». 

 

Guarda l'intervista della Presidente Pisano su Videolina (dal min.10:50): CLICCA QUI