IMPEGNO 1 DI 6
Innovazione, conoscenza e competitività
L’intelligenza artificiale trasformerà gli studi professionali, le competenze e il valore delle prestazioni.
CONGRESSO NAZIONALE · ROMA, 21–22 OTTOBRE 2026
Sessant’anni di visione
1966–2026
Il racconto del Congresso nazionale, le idee per il futuro delle professioni, i documenti e le immagini dei nostri sessant’anni.
IL MANIFESTO PER L’ITALIA 2032
Sei impegni. Sei principi costituzionali. Una visione per il futuro del Paese.
La Costituzione italiana riconosce il lavoro come fondamento della Repubblica e ne tutela ogni forma ed espressione. Principi che non appartengono soltanto alla storia del nostro Paese, ma rappresentano ancora oggi le fondamenta su cui costruire un'Italia più equa, competitiva e inclusiva.
È da questi valori che nasce il Manifesto di Confprofessioni per l’Italia 2032: un progetto che mette la Costituzione al centro di una nuova visione per il lavoro professionale e per il futuro del Paese.
Presentato in occasione del 60° Congresso nazionale di Confprofessioni, il Manifesto raccoglie le idee e le proposte emerse dagli Stati Generali delle libere professioni e le traduce in sei impegni concreti, ciascuno fondato sui principi della Carta costituzionale.
Innovazione e competitività, equo compenso, rappresentanza, equità fiscale, welfare e pari opportunità: sei priorità che chiamano in causa le istituzioni, ma anche la responsabilità dei professionisti nel contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'Italia.
Non un elenco di rivendicazioni di categoria, ma una visione che guarda all'interesse generale. Perché riconoscere il valore del lavoro intellettuale, tutelare chi lo esercita e investire nelle competenze significa rafforzare le fondamenta su cui cresce l'intero Paese.
A sessant'anni dalla sua fondazione, Confprofessioni guarda al 2032 con una convinzione: il futuro delle professioni è parte del futuro dell'Italia. E la Costituzione è il punto da cui ripartire per costruirlo.
IL RACCONTO
A sessant’anni dalla sua costituzione, Confprofessioni celebra una storia fatta di rappresentanza, innovazione e visione. Sei decenni sono il tempo necessario per consolidare un’identità, superare ostacoli e affermare un principio fondamentale: le libere professioni sono una componente essenziale della struttura produttiva italiana, della sua capacità di innovare e della sua coesione sociale. Dietro ogni trasformazione cruciale e ogni ingranaggio che si muove nel Paese c’è la competenza del professionista.
Il Congresso nazionale, svoltosi a Roma il 21 e 22 ottobre 2026, ha voluto riaffermare con forza questo ruolo, trasformando l'anniversario della Confederazione in un momento di confronto strategico sulle tre grandi trasformazioni che stanno ridisegnando la società e il lavoro: disuguaglianze, demografia ed energia.
Il dibattito sulle disuguaglianze ha mostrato un Paese attraversato da tre grandi fratture: genere, generazioni e geografia. Sara Cirone, Simone Gamberini, Valeria Marzullo e Paola Aversa, con il contributo del ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, hanno discusso della necessità di superare le risposte assistenziali e costruire politiche capaci di intervenire sui bisogni reali, tutelare il valore del lavoro e riaprire gli spazi della mobilità sociale.
Con Francesco Maria Chelli, Alessandra Minello, Alessandro Rosina e Ludovica Zichichi, il calo demografico è stato affrontato a partire da una domanda concreta: chi si prenderà cura di una popolazione che invecchia? La cura non può più essere affidata quasi esclusivamente alle famiglie e alle donne, ma deve diventare una responsabilità condivisa, sostenuta da servizi, nuove tutele e un welfare accessibile anche al lavoro autonomo.
Nicola Armaroli, Paola Batistoni, Angela Bracco, Laura Ciccozzi e Cornelius Matthes, con il contributo del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, hanno invece messo a confronto ricerca, professioni e impresa sulla transizione energetica. Perché anche non scegliere ha un costo: servono una visione di lungo periodo e una strategia capace di garantire sicurezza, sostenibilità e competitività.
Al confronto hanno contribuito anche i leader politici Giuseppe Conte, Maurizio Lupi ed Elly Schlein, dopo il saluto del presidente del Senato Ignazio La Russa.
Ad aprire la sessione pomeridiana del Congresso è stato Roger Abravanel, direttore emerito di McKinsey e tra le voci più autorevoli nel dibattito sulla competitività del sistema italiano.
Il suo intervento ha messo a fuoco un paradosso che riguarda da vicino le libere professioni: un settore cresciuto nel tempo, composto da professionisti di qualità, ma ancora caratterizzato da redditi inferiori rispetto a quelli dei colleghi europei. Una distanza che non nasce dalla mancanza di competenze, ma dalla frammentazione degli studi e da un ecosistema che fatica a sostenerne la crescita.
Da qui l’invito a superare il mito del “piccolo è bello”: favorire le aggregazioni, rafforzare la collaborazione tra professionisti e costruire modelli organizzativi più moderni.
DALL’ASCOLTO ALLE PROPOSTE
Che cosa possono fare i professionisti per aiutare il Paese ad affrontare le trasformazioni che lo attendono?
È la domanda che ha guidato gli Stati Generali di Confprofessioni. Undici tavoli di lavoro hanno messo a confronto competenze, esperienze e punti di vista diversi, facendo emergere proposte che parlano alle professioni, ma guardano all’interesse dell’intera collettività.
Dall’ambiente alla giustizia, dal lavoro alla salute, dal fisco alla formazione, ogni tavolo ha indicato una direzione possibile. Dall’incontro di queste undici direzioni nasce il Manifesto di Confprofessioni: non la conclusione di un percorso, ma l’inizio di un impegno comune per l’Italia che vogliamo costruire.
Documenti e presentazioni
Coordinatore Mauro Iacumin
Coordinatore Alessandro Garrisi
Coordinatrice Maria Pia Nucera
Coordinatore Francesco Mazzella
Coordinatore Andrea Parlagreco
Coordinatore Fabio Battaglia
Coordinatrici Luana Belmonte e Giulia Maddalena
Coordinatore Di Giannantonio
Coordinatore Franco Valente
Coordinatore Giampaolo Di Marco
Coordinatore Francesco M. Renne
LA CAMPAGNA DEI SESSANT’ANNI
Ci sono avvenimenti che hanno cambiato l’Italia. Ricordiamo i fatti, conosciamo i luoghi, ma raramente pensiamo alle persone che hanno contribuito ad affrontarli e a trasformarli in una nuova possibilità per il Paese.
Eppure, se la Torre di Pisa continua a sfidare il tempo, se durante la pandemia sono state salvate vite, se l’Aquila ha potuto ricostruire e il territorio colpito dall’alluvione di Sarno è oggi più tutelato, è anche grazie alla competenza dei professionisti. La stessa competenza che ha accompagnato la legge Basaglia, che rende più sicure le nostre case e si prende cura dei bambini, degli animali e di ciò che arriva sulle nostre tavole.
È la mano invisibile dei professionisti: donne e uomini che lavorano spesso lontano dai riflettori, con dedizione, responsabilità e passione. Una presenza discreta che protegge, ricostruisce, cura e accompagna ogni giorno la vita del Paese.
A loro è dedicata questa campagna: sessant’anni di storie per rendere visibile il contributo delle professioni all’Italia.
Perché dietro ciascuna di queste storie ci sono i professionisti. Ci siete voi.
IL VIDEO “La mano invisibile dei professionisti”
CONFPROFESSIONI E ANSA
In occasione del Congresso nazionale, Confprofessioni, insieme ad ANSA presenta la mostra fotografica e documentaria “Le donne della Repubblica”.
Attraverso immagini storiche e testimonianze d’archivio, l’esposizione attraversa ottant’anni di storia italiana e racconta le donne che hanno contribuito a cambiare il Paese: dalla conquista del voto nel 1946 alle protagoniste della scienza, della magistratura, dello sport e delle istituzioni.
A questo racconto, Confprofessioni ha aggiunto un nuovo capitolo: cinque pannelli dedicati ai sessant’anni di storia delle donne nelle libere professioni. Un percorso originale, costruito grazie al contributo del Centro Studi, dell’Osservatorio delle libere professioni, delle associazioni aderenti e della Consulta Giovani, per raccontare conquiste, ostacoli e trasformazioni che hanno segnato l’ingresso e l’affermazione delle professioniste nel lavoro e nella società.
Un racconto che celebra la strada percorsa senza nascondere quella ancora da compiere.
IL COLOPHON · INGRANDISCI ↗
ARTE E PROFESSIONI
Un'opera d'arte, un simbolo, un messaggio per il futuro
Per celebrare i suoi sessant'anni, Confprofessioni ha scelto di lasciare ai partecipanti al Congresso nazionale un omaggio che andasse oltre il ricordo di una giornata: un'opera capace di raccontare, attraverso il linguaggio dell'arte, una riflessione sul futuro delle professioni.
Da qui nasce la collaborazione con Stefano Bombardieri, artista contemporaneo noto per le sue sculture monumentali e per la capacità di trasformare la forza del mondo animale in una rappresentazione della fragilità dell'esistenza.
Il suo rinoceronte, imponente eppure minacciato dall'estinzione, diventa una metafora potente: anche ciò che appare solido e indispensabile rischia di scomparire se non trova il modo di evolvere.
Un messaggio che Confprofessioni ha voluto condividere con i suoi ospiti: il valore delle professioni non si custodisce soltanto difendendone la storia, ma costruendone il futuro.
Attraverso le immagini del backstage, raccontiamo l'incontro tra arte e rappresentanza, il dialogo con l'artista e il percorso che ha dato forma a un omaggio destinato a lasciare il segno.
Una creatura imponente, apparentemente invincibile, eppure fragile di fronte a un mondo che cambia. Un gigante che rischia di scomparire, non per mancanza di forza, ma perché il mondo intorno a lui non è più capace di proteggerne l’esistenza.
In quest’opera, la potenza diventa vulnerabilità, la bellezza si fa monito, l’arte ci costringe a guardare ciò che troppo spesso diamo per scontato. È una metafora che parla anche al mondo delle professioni. Un patrimonio di conoscenze, competenze e valori costruito attraverso generazioni, che non può essere confinato soltanto nella propria storia per garantirsi un futuro.
Quest’opera è un invito a custodire ciò che ha valore, a riconoscere la fragilità anche nella grandezza e, soprattutto, a non aspettare che qualcosa rischi di scomparire per comprenderne l’importanza.
Il futuro non è di chi è più forte, ma di chi sa evolvere e allo stesso tempo proteggere la propria identità.
Figlio di scultore, affianca gli studi artistici alla frequentazione, sin da giovane età, dello studio del padre, Remo Bombardieri, dove affina le sue conoscenze tecniche. Accanto alla realizzazione di sculture figurative, in prevalenza di grandi dimensioni, crea opere legate all’arte povera, all’arte concettuale e alla video-installazione. La sua ricerca artistica si sviluppa sulla riflessione, non senza suggestioni filosofiche, di alcuni temi, quali il tempo e la sua percezione, l’esperienza del dolore nella cultura occidentale, l’uomo e il senso dell’esistenza. Il suo lavoro parte dalla realtà tangibile per giungere a mondi interiori, universi fantastici. A partire dagli anni Novanta espone in spazi pubblici e gallerie, prediligendo il dialogo tra opera e ambiente urbano. Tra le sue installazioni si ricordano quelle collocate a Ferrara, a Faenza, a Bologna, a Saint Tropez e a Potsdam. Nella suggestiva cornice di Pietrasanta presenta nel 2009 la sua personale The animals count down. Partecipa inoltre alla 52a e alla 54a Biennale di Venezia. Lavora tra Italia, Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra, Grecia, Libano, Stati Uniti ed Emirati Arabi. Nell’anno accademico 2020–2021 è stato Docente di Scultura Pubblica Monumentale presso l’Accademia Santa Giulia di Brescia.
IL CONGRESSO SUI MEDIA
I documenti ufficiali del Congresso nazionale.
Confprofessioni celebra 60 anni: un piano per i liberi professionisti tra disuguaglianze, demografia ed energia
Confprofessioni lancia la sfida al 2032: ecco il Manifesto dei 6 impegni costituzionali per l’Italia
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